Raffaele Cutolo


Raffaele Cutolo nasce nel 1941
a pochi passi dal Castello mediceo di Ottaviano, da genitori contadini. A soli 22 anni commette il suo primo omicidio per una questione d’onore. Dopo tre anni entra in carcere. Qui, con brevi periodi di latitanza, passerà l’intera sua vita, e da qui inizierà a lavorare al suo progetto criminale.

Cutolo formò un’associazione criminale sul modello di quella calabrese e siciliana, con una precisa data di fondazione: il 24 ottobre del 1970. I simboli, i rituali, le cerimonie erano fondamentali per ricostruire la “vera camorra”, ovvero una organizzazione che, secondo Cutolo, si sarebbe dovuta presentare come non individualistica, ma come una grande famiglia, rispettata e temuta, capace di aiutare e mantenere tutti i suoi affiliati, che, da fatto individuale, si trasformasse in una temuta macchina criminale.


«La camorra-organizzazione venne formalmente ricostruita, ad oltre 70 anni dalla sua decretata fine. Era anche la camorra-massa: disoccupati, giovani sottoproletari, detenuti, in carcere per piccole rapine o furti isolati, pronti a fare il salto di qualità nel crimine organizzato. La NCO rappresentò il loro senso di identità sociale», scrive Gigi Di Fiore nel suo «La camorra e le sue storie. La criminalità organizzata a Napoli dalle origini alle ultime guerre».  

Nell'ottobre 1984, il giornalista Giuseppe Marrazzo scrive “Il camorrista” libro sulla figura di Cutolo che ha poi ispirato l’omonimo film di Giuseppe Tornatore.

Di seguito alcuni interessanti brani sulla figura di Raffaele Cutolo.  

«Non è megalomania la mia, non sto parlando con i periti, ma io sono perfettamente consapevole del rigore, della serietà, del genio con cui io solo ho studiato nel dettagli il rilancio della Camorra, quella vera, rispettata e temuta dalla Mafia e dalla ‘Ndrangheta, come grande famiglia in grado di dare aiuto e dignità agli sbandati, ai diseredati, ai vagabondi».

«Si trattava […] di aggregare intorno alla mia persona il dissenso contro le vecchie mummie della Camorra, creando le fila dell’organizzazione con criteri moderni e riordinando tutte le attività, dalle estorsioni alla droga. Un programma da perseguire scientificamente, giorno per giorno. Visto che dovevo trascorrere gli anni migliori della mia vita in carcere, intendevo viverli da capo, con un mio potere e un mio esercito, un apparato verticistico, con un capo assoluto, io, Raffaele Cutolo, il Professore, un gruppo ristretto di generali, di rappresentanti di zona e un esercito di volontari decisi a tutto. Proprio una nuova Camorra, una Nuova Camorra Organizzata».