La camorra oggi
di Antonella Migliaccio   



Ma quali sono i numeri e quali i campi d’azione della camorra oggi? 40 i clan a Napoli, di cui 35 egemoni e 5 minori; 41 egemoni e 14 minori nella Provincia; 9 a Benevento e provincia, tra i quali 6 egemoni e 3 minori; 4 ad Avellino; 13 a Salerno. Un unico cartello a Caserta e provincia: quello dei Casalesi.

Questi i numeri diffusi dalla Relazione del Ministero dell’Interno al Parlamento sull’attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia nel secondo semestre del 2008.
La camorra si presenta fortemente capace di infiltrarsi nella sfera imprenditoriale, di penetrare nel campo produttivo campano e di inquinare segmenti di mercato particolarmente redditizi, come quello del ciclo dei rifiuti. Pervasiva e penetrante, la camorra costituisce “un fenomeno parassitario di elevate dimensioni globali a livello regionale, tanto da costituire una pesantissima remora sulle ordinate prospettive di sviluppo”.

’O sistema è struttura fluida, policentrica e conflittuale capace – sua grande forza - di saldare le forme associative più strutturate con la criminalità comune. A Napoli e nel suo hinterland sembra resistere il “modello gangsteristico”, caratterizzato da instabili equilibri e da un rapido turn-over delle alleanze e delle conflittualità. Ma è nella città di Caserta, e nello specifico nell’Agro Aversano, che si registra l’espressione più evoluta del “sistema camorristico”, dove il sistema si è evoluto in un modello di camorra imprenditrice, con traffici illeciti di portata transnazionale. Con grosse capacità di infiltrazione in redditizi ambiti economici e l’indiscussa forza militare, i Casalesi si sono oggi estesi nell’intera provincia casertana e nel basso Lazio, esercitando una fortissima pressione criminale sul territorio, con la collusione di ampi settori della società civile.

Diverse le tipologie di guerre che si sono consumate sul territorio campano. Gli scontri hanno visto contrapporsi interi cartelli criminali per il dominio di un grosso territorio o mercato, come nel caso della NCO contro la NF, oppure dei Badellino-Alfieri contro i Nuvoletta-Gionta, ma anche dell’Alleanza di Secondigliano contro Misso, Mazzarella e Sarno. Si tratta di guerre totali che arrivano a interessare gran parte del territorio regionale. Di diverso tipo sono le faide, più circoscritte a un territorio, finalizzate al dominio di una porzione dello stesso. Faida fu quella, ad esempio, tra i Giuliano e i Misso, clan fortissimi e limitrofi, tra Forcella e la Sanità. Scissioni, invece, sono le guerre interne a un clan, dove una costola si stacca e fa la guerra. Quella all’interno del clan Di Lauro e, tra le più recenti, quella nel clan Bidognetti, con la scissione del gruppo di fuoco di Giuseppe Setola.

Ma quali sono i mercati più redditizi? Primo è quello delle sostanze stupefacenti, al quale si affiancano estorsione e usura, che per la camorra tutta rappresentano una fonte primaria di reddito e, da sempre, di controllo del territorio. Produzione illecita e commercializzazione di articoli ed accessori di pelletteria, di capi d’abbigliamento contraffatti sono altri importanti campi che delineano il grande mercato del falso, non solo produttivo ma anche di scarso allarme sociale per cui facilmente praticabile. Significativo è, in Campania, anche il campo delle infiltrazioni e del condizionamento della Pubblica Amministrazione, con la regione che conferma, anche nel 2008, il triste primato per gli Enti commissariati. Altro campo fertile è quello del riciclaggio e del reinvestimento di proventi illeciti, con l’acquisizione, attraverso prestanome, di immobili, attività commerciali ed esercizi pubblici ma soprattutto l’investimento si dirige oggi verso realtà societarie. Pervasività dei gruppi criminali, uso della violenza, capacità di intimidazione, fanno da sfondo.

In conclusione le indagini rilevano una significativa infiltrazione nel tessuto economico e sociale della regione Campania  ad opera della criminalità organizzata. Con le aree di maggiore rischio individuate dalle province di Napoli e Caserta. Rilevanti le dimensioni internazionali delle organizzazioni criminali di matrice camorristica, specie nel traffico di stupefacenti. La situazione oggi sembra caratterizzata da una stabile globalizzazione delle varie forme di malavitose, specialmente sul mercato illegale degli stupefacenti. Le necessità connesse al riciclaggio dei soldi sporchi spingono i clan a cercare sempre più contatto col resto del territorio nazionale e con l’estero.
Un intreccio tra globale e locale che sembra la cifra della camorra di oggi. Moderna e globalizzata ancora una volta mostra il suo opportunismo e la sua capacità di adattarsi al tempo.

(Fonte: Relazione del Ministero dell’Interno al Parlamento sull’attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia -  2° semestre 2008 - Dossier dell’Osservatorio sulla camorra e sull’illegalità)