Nota bio-bibliografica di Rate Furlan
a cura di Armando Rotondi

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rate furlan

Nato a Padova nel 1911, Rate Furlan rappresenta uno dei più poliedrici artisti italiani, quanto uno dei più dimenticati. Un artista che ha affrontato, nel corso della sua lunga carriera, quasi ogni tipologia di arte performativa e di forma di spettacolo. Laureato in Legge, si diploma prima all’Accademia di Arte Drammatica, quindi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, ed, infine, in pianoforte presso il Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli. La sua carriera artistica si divide in egual misura tra il mondo del cinema e quello della musica. Si parta da quest’ultimo. Come pianista ha avuto modo di girare in tutta Europa, in America, dal Canada all’Equador, in Africa, dal Marocco al Madagascar, dedicandosi a conferenze-concerto sul tema della musica italiana del ‘700-‘800, dimostrando una davvero profonda cultura critica e musicale. Per la RAI ha curato trasmissioni tra il culturale e il divulgativo. Si pensi, a tal proposito, alla Grandezza del Verdi minore (1964) e Musica viva (1976). Come musicologo è stato ospite in trasmissioni quali Le ore della musica (1982/1984). Proficua anche la sua attività di ricerca, raccogliendo e curando la revisione di brani italiani del ‘700-‘800 ed eseguendoli, per la radio, insieme con l’Orchestra Scarlatti di Napoli. Con la stessa orchestra ha realizzato un ciclo di inediti operistici di  Paer, Mayr, Mercadante, Vaccai, Anfossi, Pavesi, Farinelli, Zingarelli, Spontini e per la Radio Diffusion Francaise cantate di Scarlatti e di Porpora. La sua attività musicale ha portato Furlan anche a curare le regie di opere liriche nei più grandi teatri italiani, come la Fenice di Venezia e il Massimo di Palermo. Ha fondato l’istituzione culturale “Itinerari Musicali”, per la quale, come autore e compositore, ha diretto, tra l’altro,  i Solisti del Teatro di Stato di Poznan, eseguendo musiche italiane, tra le quali il suo Piccolo Concerto Veneziano per clarinetto e orchestra d’archi.

Come detto, a questa sua passione si affianca una parallela carriera di cineasta. Al cinema si avvicina nel 1948 sceneggiando, musicando e montando due film diretti da G. Cristallini e R. Bianchi Montero, di cui cura anche la direzione artistica. Il suo primo film come regista risale all’anno successivo: L’acqua li portò via (1949). La pellicola resta tuttavia inedita. Sua fatica più celebre è Lo zappatore (1950) con Marisa Merlini e Gabriele Ferzetti, adattamento della celeberrima sceneggiata napoletana: un contadino usa i risparmi di una vita per mandare il figlio all'università. Il ragazzo, ottenuta la laurea in legge e aperto uno studio di avvocato, si dà a una vita dissipata e ben presto trascina alla rovina tutta la famiglia, finendo persino coinvolto in un omicidio. Pentito, alla fine accetterà di tornare per sempre al paese natio. A questo lavoro ne seguono altri, tra cui Malavita (1951) e Goodbye Firenze (1958).  Dal 1968 al 1988 recita anche in un buon numero di film, utilizzato da registi importanti come Bellocchio, Del Fra, Montaldo e Tarkovskij.

Rate Furlan muore a Roma nel novembre 1989.


Filmografia essenziale

L’acqua li portò via (Italia, 1949) – Con Tecla Scarano. Drammatico, b/n.

Lo zappatore (Italia, 1950) – Con Gabriele Ferzetti, Marisa Merlini, Nico Pepe, Tecla Scarano. Drammatico, b/n.

Malavita (Italia, 1951) – Con Jacqueline Pierreux, Angelo Dassy, Aldo Nicodemi, Harry Feist. Drammatico, col.


Link esterni

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