[A] [B] [C] [D] [E] [F] [G] [I] [J] [L] [M] [N] [O] [P] [R] [S] [T] [U] [V] [Z]               
       


[A]

Abbuscare “guadagnare” «Tu vide, figlia mia, ch’ è cchiù ‘e na semmana (settimana) che non m’abbusco (lucro) niente. ‘A patrona d’ ‘o lucale roseca (borbotta) già; e tu, cor’ ‘e mamma, primm’ e mme verè morta p’ a famma, fa chelle ch’hai da fa. Tu nun si brutta e, si tiene malizia ‘e cugliunà (burlare) l’uommane (uomini), de suggette (avventori) non te ne mancaranno»  I 109, 110.

Andreoli: lucrare, buscare, guadagnare. D’Ambra: v. n. Lucrare, Guadagnare. Ferrero riporta abbusco: fare un abbusco, fare un bell’affare: detto ironicamente (Roma). Da buscàre, spagnolo buscàr, forse con significato originale di “prender legna dal bosco”).

Accattone “approfittatore” «verso la metà del secolo XVIII e specialmente negli anni di carestia immigrarono in Napoli molti pezzenti, per la qual cosa nel 25 maggio 1764 Re Ferdinando se ne preoccupò a tal punto che fu costretto emettere un’ordinanza, nella quale si diceva che in tempo di penuria di viveri non trovando gli accattoni nei propri paesi modo di sostener la vita venivano in questa Capitale»   M 97.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Accunto “avventore” «Donna Peppina fece in sul principio affari d’oro; ma quando al n°65 della stessa Imbrecciata, e propriamente al basso che ora è sottoposto alla nicchia della Madonna delle Grazie, l’ex carabiniere Marenza aprì un nuovo locale e fornì la nuova sala da ballo di un canapè usato, di una sospensione a petrolio e di un buffet ricco di vino vecchio di Marano, di cacio romano e spassatiempi, allora parte degli accunti (avventori) di D. Peppina si versarono dalla parte del Marenza»  I 30.

Andreoli: chi è solito comprare a una data bottega, Avventore, Bottegaio, fem. Avventora o Bottegaia. – parlando d’altro che di bottega, per es. di locanda, Posta. – fig. per corteggiatore, Avventore. - Perderse l’accunte, Sviare gli avventori. D’Ambra: sm. Di gen. Com. Avventore, Bottegaio. Dicesi di quegli avventori spilorci che entrano ad occupar noiosamente i panchetti di botteghe pubbliche, facendo le viste di chiedere qualche cosa, e non chieggono mai nulla. E dicesi altresì con molto sapore, di que’ vagheggini rovinati che per nulla si offrono mariti di belle ragazze. Ferrero: manca.

Appicceco “diverbio, contesa” «Per aver luogo ‘o dichiaramento è mestieri che precedentemente vi fosse stato l’appicceco, che è, come ben fa notare il d’Addosio, il diverbio, la contesa, il dissidio, la casuale del fatto»  U C 68.

Andreoli: Rissa, Baruffa, Zuffa. – Parlare d’appiceco, dire cose spiacevoli, voler farsi nemici, volersi bisticciare. D’Ambra: sm al sing. fem. al pl. Contrasto grande fra una moltitudine di persone. Rissa, Zuffa; Azzuffamento. Mmiezo a lo  Cravaccaturo nc’è stato n’appiceco de sordate. Ferrero: manca.

Appila – pertosa “orecchini” «Si adopera anche da detta paranza appila – pertosa per orecchini»  M 38;

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Aucello ‘n gaiola “detenuto” «L’aucello ‘ngaiola, cioè l’uccello in gabbia, era il detenuto, che con quella prima strofa veniva messo sull’avviso»  U C 151;

Andreoli: manca; D’Ambra: manca; Ferrero: carcerato, nel gergo della vecchia camorra (Napoli). Lett. In dialetto “uccello in gabbia”. I compagni rimasti liberi gli comunicavano notizie attraverso canzoni a chiave.

Avemmaria “ora dell’avemaria” «chi ha occasione di recarsi verso l’avemmaria all’antica stazione marittima, all’Immacolatella»  M 113.

Andreoli rimanda a aummaria: orazione alla Vergine, Avemmaria ed anche Ave Maria. – tocchi di campana alle ventiquattro, e l’ora stessa, Avemmaria. – pallottolina del rosario, Avemmaria – Sapere na cosa come a n’ aummaria, Saperla come l’avemmaria, ed anche come il paternostro. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.


[B]

Bancariello
“banchetto” «Per la tommola oltre ‘o bancariello, ‘o panno e ‘a vurzella coi numeri, sono necessari anche i compari ed i pali» U C 81.

Andreoli: banchetto, - quello di calzolai o ciabattini, Bischetto. D’Ambra: sm. panchetto sopra di cui si pongono tutti i ferri e i materiali per lavorare scarpe. Bischetto. Ferrero: manca.

Bardascia “ragazza” «e le povere lire che covavano da anni in un pagliericcio per fare una piccola dote alla bardascia»  M 144;

Andreoli: Ragazza. D’Ambra: Ragazzina, Ragazzetta, Fanciulla. Ferrero: Prostituta, “bagascione” (OUDIN, D’ALBERTI), dall’arabo bardag’, ragazze greche predate, schiave bianche” (spagnolo bardaja, francese antico bardache), che poi ha assunto una intonazione spregiativa. Bardasciare, “soffrire o esercitare sodomia”.

Barrettaro “venditore di berretti” «Domenico R. ‘o barrettaro»  M 184.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Basaiuolo “basista” «I basaiuoli sono quelli che la legge chiama complici necessari dei delitti contro la proprietà»  M 47.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Bianchino  “truffatore” «bianchini vengono detti coloro che in luogo dell’argento danno altro metallo»  M 51; 

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Boccone “parte del valore” «Se in luogo di denaro si trova lo grossa (anelli, orecchini, catene di orologi etc.) allora si va in cerca del furniello (intercettatore di oggetti rubati) e se ne riceve il boccone (cioè un quarto del valore)»  U C 106.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: Maiale, nell’antico furbesco. E’probabilmente derivato dal bacon dell’argot, che a sua volta riprende “un termine dell’antico francese e di varj antichi dialetti di Francia” .

Boja “boia” «Mentre a Francesco S. si dà il soprannome ‘o nipote d’ ‘o boja, perché uno dei suoi zii materni spesse volte era invitato da’ Borboni a dare fuori Porta Capuana qualche saggio del suo nobile … mestiere!»  M 184.

Andreoli: boia, carnefice, manigoldo. – figur. d’uomo crudele, Boia, brutto boia; ed anche a donna, Boiessa. D’Ambra: manca. Ferrero: Delatore, spia, traditore. Voce di debole intensità gergale, diffusa in tutte le regioni . Forse qualche bojaccia aveva parlato e messo sull’attenti la forza pubblica.

Bonafficiata “gioco del lotto” «Anze ‘a semmna (settimana) passata a nu solachianello le facette piglià alla bonafficiata (lotto) ‘ncoppa a cciente rucate»  U C 159.

Andreoli: Giuco del lotto, e semplic. Lotto. Beneficiate e Beneiziata si disse un tempo, anche in toscana, la poliza di lotto premiata; da ciò la storpiatura napoletana. – giuoco delle brigate. Lotteria. Tombola. – Puosto de bonafficiata, banco del lotto, Ricevitoria, Prenditoria, e più comun. A Firenze Botteghino. D’Ambra: sf. Giuoco del lotto. Ferrero: manca.

Borsaiuoleriaarte del borseggio” «Meno poche eccezioni la borsaiuoleria è propria dell’età matura»  M 48.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Breglia “catenina dell’orologio” «La catenina dell’orologio dicesi breglia»  M 120.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca

Buccaccia “tasca inferiore della giacca” La tasca superiore della giacca la dicono ‘o castiello, quella inferiore buccaccia, la ladra ‘nzottolata e fresella denominano quella dei calzoni»  M 38.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Butto  “grossa somma di denaro” «il fagotto contenente denaro o oggetti d’oro è chiamato dai nostri protagonisti butto»  M 154.

Andreoli: la percossa che un corpo riceve cadendo. Botto. - il rumore che fa un corpo cadendo, Tonfo, - lo stramazzare di un uomo o d’un animale, stramazzone. – fig. per grossa somma di danaro. Bel gruzzolo, grosso boccone. D’Ambra: sm. (gr. Πιπτω) Caduta, Stramazzone - 2. fras. Sottomano, Regalo segreto che si fa per corrompere alcuno – 3. fras. Butto de sango. Vomito, Getto, gettito di sangue. – 4. Butto de corda. Tratto di corda – 5. Mettere, Menare a butto. Fare gettito – 6. Acqua a butto. Gorgo d’acqua. Ferrero: manca.

 
[
C]

Cacaglia
“balbuziente” «La scilinguatura presso la Bella sucietà Rifurmata ha dato l’agnome di Cacaglia al giovinotto onorato Michele d’ ant. »  M 183.

Andreoli: chi intacca le parole, tartaglia, tartaglione. D’Ambra: add. Balbuziente, scilinguato – 2. Maschera di un buffone napolitano in qualità di dottore balbuziente. V. Tartaglia. Ferrero: manca.

Cafone “rozzo” «tra i quali certi Pasquale ‘o chiattone e ‘o cafone  M 36; e gli propone la locanda e la cantina, dove, per pochi soldi, i cafoni possono dormire e mangiare»  M 154.

Andreoli: Villano e Villico, Contadino, Forese. – per uomo zotico, rozzo, Villanzone, più comun. Contadino, e il Cecchi “Contadino rivestito”. – Cafune, scarpe doppie e cerevella suttile, Contadini e montanini, scarpe grosse e cervelli fini. D’Ambra: (gr. χακοfωνος) sm. Villano, Rustico, tanghero – 2 Uomo rustico. Ferrero: manca.

Caicco “galoppino, corriere” «un’altra classe di sfaccendati, alla quale mamma natura si è compiaciuta di negare il privilegio dell’onestà, è rappresentata dai Caicchi, detti anche galoppini. Debbono essi la loro etimologia alla voce Kaik, che in turco significa: barca, corriere, movenza»  M 205.

Andreoli: mediatore di negozi poco onesti, Mezzano. D’Ambra: sm. (tur. qajyq: FR. caiche) Caicco. Piccola barca ad uso di sbarcare persone e cose – 2. Tras. Mediatore di negozi disonesti. Facendiere turpe. Nzieme co n’autro caicco, affine de mettere l’arecchie pe le ppertosa, ncaso quem se machenavaquarcosa contra d’isso. D’Ant. Sciat. Mpetr. IV. Ferrero riporta caìccu: Seguace, complice, guardia del corpo, addetto a piccoli servi ausiliari (Palermo); gergo della vecchia mafia. Dall’arabo qàyq, canotto, “scialuppa a servizio di una nave”.

Calonzo “palo” «Se il ratto va solo, la cosa rubata se la passa nel cappello; e se è accompagnato dai calonzi, la dà ad uno di essi. Il quale subito volta al primo vicolo che incontra ed aspetta per la ricreazione l’arrivo del ratto»  U C 105.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Cammarone  “stanzone” «Cammarone denominano il ricovero di mendicità di S. Domenico»  M 108.

Andreoli: Camerone, Stanzone. D’Ambra: sm. Camerone. Stanno carcerate a lo mandrillo, o a lo cammarone de la Vecaria. Tard. Vaj. IV, 1. Ferrero: manca.

Camorra “associazione di criminalità organizzata” «La scoverta delle scuole frequentate da’ Saccolari doveva riuscire in quei tempi a’ Governi difficilissima, perché fra Camorra e Polizia c’era un accordo completo»   M 25. «La camorra ha per sinonimi società dell’umirtà o bella società rifurmata. Si divide in maggiore e minore: a questa appartengono i giovinotti – onorati ed i picciuotti; a quella i camorristi»  U C 25.

Andreoli: nota setta di malviventi, camorra. – per simil. Qualunque associazione o combriccola intesa ad ingiusti profitti, camorra, Consorteria. – il guadagno o la parte del camorrista, camorra. Anticamente Camorra fu nome di una sorta di veste di donna, la Gamurra de’ toscani; leggendosi nel Basile Camorre de teletta, nel Notargiacomo Camorra de broccato, ecc.

D’Ambra: sf. (sp. chamarra) Antico tessuo di vario pregio, e Vestimento di esso. Gamurra. In la bara era una coltre di broccato, et ipsa era vestitade una camorra de broccato bianco con un circhio de oro in testa N. Giac. Gior. 168. – Le facettero vedere camorre de telette de lo spagnolo. Bas. Pent. III, 10 – 2. (conventiculum) Setta, Combriccola di soverchiatori, buriassi, ladri, che esigono taglie ed imposte arbitrarie alor nome nelle carceri, ne’quartieri di soldati, nelle case di giuoco, e ne’mercati di minuto trffico di industrie rurali ed urbane. Camorra – 3. Il danaro o la cosa esatta dal camorrista. Camorra, Guadagneria. Tu li cotte, lo sghizzo e la camorra, E tutte l’autre juoche nce levaste; Da sta cetà na mmorra De malandrine e latre allontanaste. Quatr. Mac. A re Carlo.

Ferrero: associazione segreta criminale sorta a Napoli, e diffusa soprattutto a partire dall’ottocento. “Regolata da un primitivo codice d’onore (guapperia), agì inizialmente nelle case di pena, taglieggiando i detenuti; più tardi, con uno sviluppo parallelo a quello della mafia, ha preso via via il controllo del gioco, della prostituzione, del contrabbando di tabacco e della droga” .

Capacchione “testa grande” «Non altrimenti fra i componenti  la camorra, per la forma e grandezza del capo, ho conosciuto: una cap’ ‘e treppete, diverse cap’ ‘e mummare, parecchi capacchioni» M 182.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Capasciacqua “sciocco” «E, per finire, ricordo che l’abbondanza o la deficienza d’ingegno ci hano regalato, da una parte, un Catone e, dall’altra, una  capasciacqua»  M 184.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Cap’ ‘e mummare “testa grande” «Non altrimenti fra i componenti la camorra, per la forma e la grandezza del capo, ho conosciuto: una cap’ ‘e treppete, diverse cap’ ’e mummare»  M 182.

 Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Cap’ ‘e pecora “testa di pecora” «La M. è coadiuvata, in questo schifoso mercato dal suo bravo figlio N. Z. e dalla di lui innamorata, la così detta cap’ ‘e pecora»  I 119.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Capepuopolo “caporione” «La petrejata finisce quando resta sciaccato uno dei due capepuopolo (caporioni) che poi amorosamente viene fasciato e accompagnato a casa» U C 32.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Cap’ ‘e purtualle “testa piccola, a forma di arancio” «qualche cap’ ‘e purtualle»  M  182;

Andreoli: manca;  D’Ambra: manca; Ferrero: manca

Cap’ ‘e treppete “testa a forma di triangolo” «Non altrimenti fra i componenti la camorra, per la forma e grandezza del capo, ho conosciuto: una cap’ ‘e treppete»  M 182.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Cape e voje “testa di bue” «Rusinella ‘a cape e voje e ‘Ntunettella ‘a scartellatella benché deformi, sono le favorite degli accattoni e spazzaturai»  I 121.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Capezza “catena di orologio” «Si adotta anche da detta  paranza capezza per catena di orologio»  M 38.

Andreoli: cavezza. – Mala capezza, di persona trista, Cattivo arnese. D’Ambra: sf. Fune onde son legati i cavalli e gli asini alla mangiatoia. Cavezza. Mm’aje nchiovato, Nenna bella; E co chesta zagarella, Comm’a ciuccio pe ccapezza, Mm’avarraje da strascenà. Fed. Ott. I, 15. – 2 (sp. cabeza) Capo, Testa – 3. Fras. Malacapezza, Cervel torbido, Prepotente. Quanno se trova na malacezza; Che sarrà malandrino, o qua birbante. Val. Fuorf. VI, 17. Ferrero: Catena dell’orologio, come si usava una volta. Più recentemente, catena di sicurezza avvolta ai polsi dell’arrestato; cravatta (Roma); testa (Palermo). Per incrocio di capo con cavezza.

Capintesta “capo” «Dal 1853 al 69 tenne alto il decoro del serraglio di Porta Capuana il troppo noto Ciccio, il quale, divenuto Capintesta della Bella Sucietà Rifurmata, spontaneamente cedette il posto al fratello Antonio»  I 77. «Nella società maggiore, ogni anno, si eleggono i capi, che sono: il capintesta, il capo società o capintrito ed il contajuolo; nella minore, non si sceglie che il solo contajuolo. Il capintesta, che è un uomo di grande ardire, è il camorrista- capo di tutta Napoli. Fino a pochi anni or sono, veniva scelto fra i camorristi di Porta Capuana, ma, dopo la morte del famoso C. C. e dopo un’assemblea camorristica, si stabilì di estendere tale privilegio anche al Pendino; perché è noto che in questo Quartiere ‘o camorrista sape fa pure buono ‘o dduvere sujo. Se i candidati sono due, allora chi ottiene più voti si dice capintesta e l’altro primo – vuto, cioè vice-capintesta» U C 2.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Capoparanza “capo di un gruppo camorristico” «quando il capoparanza si avvede che la cassa sociale lascia scorgere il fondo»  M 209.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Caposocietà “capo della associazione camorristica” «l’incesso del Caposocietà è accompagnato dall’incrocio delle mani dietro i lombi» M 230. «Caposocietà o Capintrinto. E’ il camorrista capo di ciascun quartiere, e vien definito: un uomo di grande onore e scelto dalle paranze, per dare ragione a chi spetta e torto a chi merita. Dipende direttamente dal capintesta, al quale, a voce, ogni otto giorni, riferisce su ciò che di anormale succede nella propria giurisdizione. Si benigna ammettere in sua presenza, ogni sera, il camorrista di jurnata ed il contajuolo, dai quali riceve il rapporto giornaliero e parte della camorra e del baratto, da servire questo denaro, come lui dice, per pagare quelli che spiano l’andamento della P. S.» U C 3.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Cappelletto “signora derubata” «La persona derubata può essere na scuffia (vecchia), nu S. Giacchino (vecchio), nu cappelletto (signora), nu pierzeco (signorina), nu chiagnuluso (ragazzo o ragazza), na pacchèra (contadina), nu marro (contadino), na lucerna (prete), nu muto (monaco); nu vavusiello (magistrato); ed infine se del derubato non si conosce la condizione sociale allora vien dai ratti chiamato taccone»  U C 107.

Andreoli: cappello da donna, Cappellino. – parte di taluni lumi a olio, da pararne la luce, Cappelletto. – tondo di stoffa cucito in centro alla spoglia dell’ombrello, sotto la ghiera, Cappelletto. – Cappelliette, sorta di paste da minestra, Cappelletti. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Carcioffola “labbra sporgenti, a modo di carciofo” «un ex Ispettore di Vicaria era di parere che il sanguinario Antonio De Car. si chiamava carcioffola appunto perché aveva le labbra sporgenti»  M 183.

Andreoli: carciofo, - figur. di naso grosso e sformato, Nasaccio, nappa. D’Ambra: sf. Bot. cynara solymus. Carciofo. Si cchiù nne llà volite li pesielle, co le fave novelle, E tennere e gentile Le carcioffole noste senza pile. Quatr. De li Pad. E Ciard. – 2. Tras. Nasaccio, Naso bernoccoluto. Ferrero: manca.

Carta di bottiglia “carta da 25 lire” «Le sfoglie possono essere così distinte

 verdoline – carte da 100 lire

 rossolelle – carte da 100 lire

 scorze di purtualli – carte da 50 lire

 carte di bottiglie – carte da 25 lire

 turchinelle – carte da 10 lire

 musciulelle – carte da 5 lire

 scummazze – carte da 2 lire

 messe – carte da 1 lira»  U C 106.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero:carta ‘e bottiglia, biglietto da cinque o da diecimila lire nel gergo dei borseggiatori napoletani.

Cartapesta “pane dei carcerati” «Cartapesta chiamano il pane dei carcerati»  M 108.

Andreoli riporta cartapista: cartapesta, Pergamena, detta pure carta pecorina. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Carte di stracolla “carte da gioco” «Il capintrito temporaneo poi lo chiama in disparte e , con tutta lealtà, gli dice se in carcere vi sono spiccioli in carusiello (denaro ricavato dalla camorra), taglienti (coltelli), martini (pugnali), carte di stracolla (carte da gioco), e se fra i detenuti vi è qualche pullaste (cioè qualche prigioniero che ha i mezzi  di fortuna e che non appartiene alla camorra)»  U C 36.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Casa d’ ‘e zoccole “fognatura” «Se, invece, il lavoro deve eseguirsi dalla casa d’ ‘e zoccole (fognature)»  M 209.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Casa di D. Vittorio “portamonete” «casa di D. Vittorio per portamonete»  M 38.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Casarella d’o tarlo “orologio” «la catenina dell’orologio dicesi ”breglia”; l’orologio casarella d’o tarlo, forse per il rumore che produce»  M 120.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Castiello “tasca superiore della giacca” «la tasca superiore della giacca la dicono ‘o castiello»  M 38.

Andreoli: castello, - quello de’burattini. Ved. Il più comune CASUOTTO. D’Ambra: manca. Ferrero riporta castello: La prigione. Castellare, starsene in branda, quando si è in cella, a sognare. Castèla, la polenta, a Torino. Castiello è a Napoli la parte interna dell’abito, perché più difesa (RUSSO, LM); Casteddu, la parte superiore, perché in posizione elevata (Palermo). Castiello, a Napoli, è anche la vulva, l’imene; da cui rompere ‘o castiello, deflorare.

Cecatiello “cieco ad un occhio” «ed Esposito, perché orbo di un occhio, viene, nella paranza, denominato ‘o cecatiell» o U C 24.

Andreoli riporta cecato: Accecato, Cieco, Orbo. – si usa frequent. Come sostantivo per uomo privo della vista, Cieco. – e per mendicante cieco, Cieco, e a Fir. Più spesso Cechino. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Ceccona “ballo accompagnato da suono di tamburello e da cantilena[7]” «Quelle povere Carmencite, nella taverna del Crispano, esercitata da un allegro Mastro Donato, ballavano la ‘nterzata, o la ceccona o lo torniello»  I 38.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Cetola “cetra” E Muchio, che sonava così bene la cetola come la tiorba  a taccone»  I 37. Andreoli: manca. D’Ambra: sf. (gr. Kιθαρα Cetra, Lira. Vuje mo sonanno cetole e liute, Fateve nnante. Sgrut. Tior. VIII, 1. – Vuje che sonate cetole e chitarre; Jate a lo tiempo de lo colascione. Morm. Ntrez. Ferrero: manca.

Ceuze “condilomi” «Questa specialista divideva i mali venerei e sifilitici in scarfatura (blenorragia), in scippa (ulcera venerea), in ceuze (condilomi) ed in scippa centrelle (ulcera sifilitica) e secondo la diagnosi applicava la terapia»  I 42.

Andreoli: frutto del gelso, Gelsa e mora. – I ceuze, specie di mal venereo (med. condiloma, escrescenza). D’Ambra: sf. Gelsa, frutto d’ogni varietà di gelso – 2. Tras. Med. Condiloma masc. – 3. pl. Ceuze, nome di una contrada, oggi detta Vico lungo del Celzo, parallela a Toledo, dove sino al primo quarto del sec. XVII ebbero stanza donne di mondo. Da dove Ammore sto giojello sceuze? Da la Chiazzetta, o pure da le Cceuze? Cort. Mic. Pass. IX, 17. – 4. Inter. Gnaffe! Capperi! Poffare! Ferrero: manca.

Chiacchiarone “giornale” «Quando ‘o chiacchierone (giornale) riporta ‘o fatto, allora prudenza richiede non farsi vedere, per alcuni giorni, pel bosco; ma andare in cerca della vertola per i corriduri»  U C 107.

Andreoli: femm. ona, chiacchierone, ciarlone, cicalone, ciancione, femm. Chiacchierona, ecc. D’Ambra: sm. Chiacchierone, ciarliero, bugiardo. Ferrero: Chiacchierone, Il giornale quotidiano.

Chiagnuluso “ragazzo derubato” «La persona derubata può essere na scuffia (vecchia), nu S. Giacchino (vecchio), nu cappelletto (signora), nu pierzeco (signorina), nu chiagnuluso (ragazzo o ragazza), na pacchèra (contadina), nu marro (contadino), na lucerna (prete), nu muto (monaco); nu vavusiello (magistrato); ed infine se del derubato non si conosce la condizione sociale allora vien dai ratti chiamato taccone»  U C 107.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Chiattone “molto grasso” «Fra i quali certi Pasquale ‘o chiattone e ‘o cafone» M 36.

Andreoli riporta chiatto: agg. Grasso, Pingue. – Chiatto chiatto, Grasso bracato. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Chiave “categoria” «La paranza dei nummari, che è la più importante, si divide in quattro chiavi (categorie), che prendono nome dai loro comandanti U C 158.

Andreoli: chiave; ed è masculina, maschia, o femmenina, femmina. – strumento da stringere ed allentare le viti. Chiave. D’Ambra: sf. Magn. Chiave – 2. Arch. Chiave dell’arco; ultima pietra o mattono, in forma di bietta o di conio, la quale cacciata nella sommità dell’arco, ne spinge a manca e a destra i materiali. Serraglio – 3. Stamp. Segno di unione di parole, di versi, di numeri collocati verticalmente. Sgraffa. Ferrero: La cocaina, nel gergo dei drogati (LURATI). E’ voce importata dallo slang americano, dove kee, key, ki stanno propriamente ad indicare un chilo di cannabis, o una droga simile allo LSD.

Chiavettiere “magnano” «L’impronta della cera, a sera fatta, dal capo paranza vien passata al chiavettiere, il quale in poco tempo consegna ‘a serva (chiave falsa)»  M 209.

Andreoli: Chiavicaiuolo ed anche Chiavaio, ma a firenze si preferisce il nome più generico di Magnano. D’Ambra: sm. Chiavajo, Chiavajuolo. – 2. tras. Bottinajo, Latrinajo. Ferrero: manca.

Chiavicaiuolo “magnano” «Questi mariuoli fanno quasi tutti parte della società minore dell’Omertà e si dividono in Chiavicaiuoli e Mascaturai. Questi svaligiano le abitazioni mediante chiavi adulterine; quelli invece penetrano nei magazzini, facendosi strada per le fognature»  M 209.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Chiorma “ciurma, comitiva” «Gli alunni di una scuola si distinguevano da quelli di un’altra per un segno speciale che si facevano tatuare sulla regione dorsale della mano destra. Vi era quindi: la chiorma della croce, delle crocelle, dell’anello, della chiave, della bandiera»  M 29. «Chiorma d’ ’o secundeglianese»  M 212. «Chiuso il cancello, e dopo che le guardie si erano allontanate per la perlustrazione dei bordelli della Duchesca, cominciava innanzi al cancello il canto a figliola intonato dalla chiorma di Porta Capuana»  I 35. «Secondo la mala-vita, quelli che si dedicano ai giuochi di azzardo costituiscono le chiorme d’ ‘o juoco, le quali son fatte di pregiudicati, dediti a pelare qualche provinciale»  U C 17.

Andreoli: del bastimento, Ciurma. – quantità di gente vile, Ciurma, Ciurmaglia. D’Ambra: sf. Ciurma, accozzaglia, Marmaglia. Ecco li rimme tutta s’affannavala chiorma, e a schiatta fegato vocava. Stig. En. VII. – 2. Brigata, Mano tras. O bella chiorma. Sgrut. Tior. VIII, 7. Ferrero: banda di ladri, gruppo camorristico; anche chiorba. Palermitano chiurma, genovese ciusma, veneziano zurma, tutti da ciurma, torma dei forzati d’una galea (in Boccaccio e altri), moltitudine di ribaldi (PULCI), equipaggio di nave. L’antico furbesco aveva un chiodra, compagnia (Modo Nuovo) che è riconducibile qui; chiodrini, frati .

Chirichioccola “testa” «Noi vogliamo o no tener presente il vino che quella sera l’imputato teneva nella chirichioccola?»  I 86.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Ciancella “soprannome di donna” «La casa, dove s’imparavano a rubare, è quella abitata da Rosaria Galante della la Ciancella»  M 26.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Cipolla “ladri di latticini” «Indicò che quando si rubano i latticini, (caciocavallo o mozzarella), vengono chiamati coi nomi di Pulcinella e cipolla»  M 37.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: Cipolla, gallina (Napoli; Puglie); mammella, nel gergo dei camorristi coatti, per la comune rotondità .

Ciuccio “orologio” «Si adopera anche da detta paranza ciuccio per orologio»  M 38;

Andreoli: Asino, Somaro, Ciuco. – d’uomo ignorante, stolto, asino, Ciuco. D’Ambra: sm. Asino, Ciuco, somaro. Ferrero: manca.

Collaiuolo “galoppino” «Di qui la classifica dei Caicchi in Collaiuoli, Trombette e Guardaspalle»  M 205.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Colomba “prostituta” «Non appena arriva in qualche casino una nuova colomba, subito le si propone, o dalla mammà o dalle compagne, ‘o nnammurato, il quale fra sozzi baci e le scipite carezze, fa alla disgraziata la dichiarazione del suo turpe amore» U C 14.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: messaggio clandestino scambiato tra carcerati, o fatto uscire dalla prigione.

Compare “aiutante truffatore” «I compari, e di questi se ne trovano in tutte le vendite a pubblico incanto, sono quelli che coi loro consigli, esperimenti ed osservazioni inducono gli astanti a prendere parte al gioco»  U C 82.

Andreoli: manca. D’Ambra: sm. Compare. Ferrero: manca.

Contajuolo “segretario” «CONTAJUOLO. Non è che il segretario della società. Il frieno (regolamento) ammette che tale carica debba essere rinnovata ogni anno; ma siccome di allitterati la mala-vita ne conta un numero limitatissimo, così, salvo eccezioni, il contajuolo ha il piacere di tenere questo incarico per parecchi anni. Riceve, ogni sera, il camorrista di jurnata e funziona da Pubblico ministero, allorquando si deve amministrare la giustizia»  U C 4.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: segretario di una società camorristica, anche detto contarulo. Distribuisce equamente agli affiliati la giusta parte di barattolo, cioè il frutto delle estorsioni. Può avere alle sue dipendenze un cassiere, detto capo carusiello. Gergo della vecchia camorra.

Coracò “deformato” «dalla deformità degli arti inferiori s’ebbero nell’Omertà i soprannomi di Coracò»  M  184.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Corona ‘e Criste “trapano” «‘a tarpa (il più esperto del sottosuolo) si occupa dell’assaggio della muraglia, mediante ‘a corona, ‘e Criste (trapano)»  M 22.

Andreoli: manca.  D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Corriduro “vicolo” «Quando ‘o chiacchierone (giornale) riporta ‘o fatto, allora prudenza richiede non farsi vedere, per alcuni giorni, pel bosco; ma andare in cerca della vertola per i corriduri»  U C 107.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Corsaiuolo “abile nella corsa” «il Masto ordinava che quelle creaturine venissero sottoposte a un esamuccio nel quale dovevano dar prova di segretezza, di essere corsaiuoli e di avere l’indice ed il medio di ambo le mani di eguale lunghezza»  M 22.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Cravarcaturo “piazzale dove si educano i cavalli” «La bruna mole del carcere di S. Francesco si eleva sinistra e cupa. E’ il basso Napoli: poco discosto dal sito detto  Cravarcaturo per la forca che vi si elevava»  I 99.

Andreoli riporta cravaccaturo: luogo rilevato per montare a cavallo, Cavalcatoio, e più comun. Montatoio. – luogo destinato all’insegnamento e all’esercizio del cavalcare, Cavallerizza; Maneggio. Da ciò il nome di Cravaccaturo, rimasto a quella contrada fuori porta Capuana, che fu poi destinata all’esecuzioni capitali; e quindi la locuzione  Jire a u cravaccaturo equivalente ad Andare alle forche. D’Ambra riporta cravaccaturo: sm. Cavalcatojo, poggiuolo non molto alto fatto per commodità di cavalcare – 2. Luogo dove si addestrano i cavalli da sella. Cavallerizza – 3. Contrada così detta all’oriente della città, fuori Portacapuana, già palestra di cavalli, poi piazza di esecuzioni capitali, oggi mercato. Dive aspettà l’aetà; a lo quart’anno le può mmannare a lo cravaccaturo. Roc. G. III, 54. Ferrero: manca.

Cugliunare “burlare” «Tu vide, figlia mia, ch’ è cchiù ‘e na semmana (settimana) che non m’abbusco (lucro) niente. ‘A patrona d’ ‘o lucale roseca (borbotta) già; e tu, cor’ ‘e mamma, primm’ e mme verè morta p’ a famma, fa chelle ch’hai da fa. Tu nun si brutta e, si tiene malizia ‘e cugliunà (burlare) l’uommane (uomini), de suggette (avventori) non te ne mancaranno»  I 109, 110.

Andreoli: burlare, Coglionare, e più decente Corbellare. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Cummertazione “riunione” «Salutammo ‘e cumpagne e l’ati signure d’ a cummertazione»  U C 35.

Andreoli: riunione di persone a fine di onesto passatempo, Conversazione; e se di sera, anche Veglia. – la gente stessa riunita a conversare, Conversazione, Brigata. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

 
[
D]

Dichiaramento
“spiegazione” «Per aver luogo ‘o dichiara mento è mestieri che precedentemente vi fosse stato l’appicceco, che è, come ben fa notare il d’Addosio, il diverbio, la contesa, il dissidio, la casuale del fatto»  U C 68.

Andreoli: colloquio di bravacci per giustificarsi tra loro, spiegazione. D’Ambra: manca. Ferrero: manca

Doppia faccia “truffatore” «doppia faccia si agnominano quelli vi offrono rame e zinco per bronzo»  M 51.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

 
[
E]

Essere a passeggio
“essere punito dalla società” «Bramo sapere, sempre per favore e grazia, quanti socii minori siamo, e se fra questi ce ne sia qualcuno a passeggio (cioè punito dalla società) o sotto – chiave ( cioè in carcere)» U C 7.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Essere sottochiave “essere in carcere” «Bramo sapere, sempre per favore e grazia, quanti socii minori siamo, e se fra questi ce ne sia qualcuno a passeggio (cioè punito dalla società) o sotto–chiave (cioè in carcere)»  U C 7.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

 
[
F]

Facc’ e ratta casa
“faccia butterata, faccia di grattugia” «la faccia butterata ci ha regalato qualche facci’ ‘e ratta casa»  M 184.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Facc’ e San Gennaro “viso pallido, giallo” «il colorito della pelle ci ha donato solamente qualche schiavuttiello e qualche facci’ ‘e San Gennaro»  M 183.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Fattucchiara “fattucchiera” «Ed allora i nostri malviventi si recano alla calata d’ ’o sole dalla fattucchiara, che ordina a’ convenuti di disporsi intorno ad una tavola»  U C 162.

Andreoli: maliarda, fattucchiera. D’Ambra riporta fattucchiara: sf. maliarda, fattucchiera, Strega. A la terra de Circe fattucchiera Già l’armata è becina. Stig. En. VII, 3. Ferrero: manca.

Femminella “pederasta passivo” «Accanto ai martiri della lussuria troviamo i pederasti passivi di professione, distinti nella mala vita coi nomignoli di ricchioni, femminelle o vasetti e chiamati dal Brouardel delinquenti nati semifemmine»  I 45. «Le nostre femminelle di giorno si occupano di faccende domestiche, e poi in ora stabilita si fanno alla finestra ed aspettano i loro… mariti»   I 47.

Andreoli: donna dell’infima plebe, Donnicciuola, Donnàccola, Donnacchera, femminuccia e Femminucciola. In Firenze le dicono Ciane. – vezzegg. di bimba, Femminetta, ed anche Femminella. – Essere nu femminella, dicesi di un uomo vago di pettegolezzi e di scandali, Essere un pettegolo, un mettiscandali. D’Ambra: manca. Ferrero: “pederasta passivo di professione”, nella Napoli di fine-secolo (DE BLASIO). Oggi femminielli sono i giovani travestiti, che spesso escono dal calvario di complesse operazioni chirurgiche, e rappresentano una delle più drammatiche piaghe sociali di Napoli. Cfr. in argot madamoiselle, e nei gerghi inglesi girl. Femmena mia, espressione con cui il lenone napoletano chiama la donna che amministra.

Figliola “ragazza” «durante le notti di estate e nelle tiepide sere i aprile, divisi in gruppetti intuonano, per le vie adiacenti alla loro sede, il canto a figliola, il canto della mala vita»  M 162. «La generosità di D. Peppina era per le figliole dell’Imbrecciata proverbiale»  I 30.

Andreoli: femm. Di Figliùlo giovane – per lavorante presso sarta, crestaia e simili, scolara. – Cantare a figliola, cantare che fanno tra loro i popolani, gridando tutti insieme come ritornello la parola figliola. Egli è, fatte le debite differenze, ciò che a’ Toscani lo Stornellare. – Figliola, si usa anche come aggettivo nella frase Essere figliola, e simili, Essere giovane. Ecc. D’Ambra: sf. Figlia, Figliuola, Figliuoletta. Giovanotta. Appe da la moglierasoja no figliuolo e na figliuola tutt’a no ventre – 2. Donzella, Pulzella, Zitella. Miette lo dito mmocca a sta figliola! Comme fa la nzemprece. Cort. Rosa I, 3 – 3. Donna giovane. La mogliera de Nntonio è figliola ancora, e po fa figlie – 4. Figliola specata. Spigoletta. Ferrero: manca.

Fittaiuolo “fittaiolo” «oltre i fittaiuoli di bambini vi sono anche quelli che prendono a nolo cifotici, paralitici ed ebeti»  M 106.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Formellaro “truffatore” «formellari si soprannominano quei tali che fanno accettare i falsi nickelii»  M 51.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Fresaiuolo “ladro di tasche” «Dei ladri di cui fo cenno la malavita ne enumera pochi. Essi nel linguaggio camorristico vengono denominati Fresaiuoli da fresa che vuol dire tasca»  M 219.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Fresella “tasca dei calzoni” «La tasca superiore della giacca la dicono ‘o castiello, quella inferiore buccaccia, la ladra ‘nzottolata e fresella denominano quella dei calzoni» M 38.

Andreoli: sorta di biscotto in forma di fetta di pane, Cantuccio, come si dicono quelli famosi di Prato. E’diminutivo di Fresa, voce oggi andata in disuso. Il Nova, ne’ primi anni del passato secolo: Cessa la famme si le dà na fresa sola. – figur. per botta, briscola, Zirzola; ecc. D’Ambra: sf. Pane bislungo segnato a piccole fette, e rosolato; quindi affettato, e nuovamente messo a forno. Cantuccio, Biscotto – 2. Fresella ad acchietto. Ciambella – 3. Co lo zucchero. Brigidino – 4. Tras. Colpo, Botta Ferita – 5. fras. Dare, avere, venire le freselle. Dare, ricevere colpi d’ogni sorta d’armi. Venir le botte. A no luogo chiammato felippo nenettere le ffreselle. Quatt. Od. Oraz. 145. Ferrero: manca.

Frieno “regolamento, statuto” «Frieno della scuola della Santa Croce»  M 32. «Il frieno (statuto), Signor Superiore e cari compagni, se non mi sbaglio, parla chiaro: esso dice: Chi stuta (uccide) un Superiore deve essere stutato (ucciso) »  I 85.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: Il codice della camorra napoletana, sistema di obblighi, divieti e sanzioni che risponde alle necessità vincolanti della norma giuridica.

Frisetiello “pretore che condanna” il pretore che condanna vien da essi distinto col nome di frisetiello»  M 108.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Furniello “intercettatore di oggetti rubati” «Se in luogo di denaro si trova lo grossa (anelli, orecchini, catene di orologi etc.) allora si va in cerca del furniello (intercettatore di oggetti rubati) e se ne riceve il boccone (cioè un quarto del valore) »  U C 106.

Andreoli riporta furnillo: fornetto. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.


[G]

Gallinella
“disgraziata, donna destinata alla prostituzione” «Siccome all’epoca del colera (1884) ci fu fra le comari un tentativo di sciopero, così fra queste, le mezzane ed i lenoni fu stipulato che, quando queste ultime ricevevano una pollanca (giovane vergine), dovevano issofatto dare alle comari lire 10›; ‹per una gallinella (disgraziata) la promessa fu di 7 lire e per una giovane voccola (donna che ha procreato) la cifra venne limitata a lire 5 soltanto»  U C 91 – 92.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Ganzillo “il più giovane della comitiva” «Se si tratta di soleggiata (abitazione), si dà il mandato al ganzillo (il più giovane della comitiva) di procurarsi l’impronta della chiave»   M 209.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero riporta ganzo: grimaldello, nel senso di “amico, amante” di cui ci si può fidare. Nel significato poplare di persona furba, svelta, “forte”, ganzo ha conosciuto dagli anni ’70 una travolgernte fortuna nei gerghi giovanili, dove è diventato una sorta di aggettivo universale per esprimere apprezzamento per una persona particolarmente simpatica e in gamba; anche ganzissimo, ganzerimo.

Gatto “delegato” «i quali hanno la prerogativa di conoscere uno per uno tanto i gatti (delegati), quanto i surici (guardie di questura)»  U C 113.

Andreoli: il maschio della gatta, gatto. – A gatto viecchio sorece tenneriello, dicesi di vecchio che corteggi o sposi una giovane, A gatto vecchio topo giovane. D’Ambra: sm. zool. felis catus  Gatto – 2. Fras. Gatta cenerentola. Covacenere, Donna casalinga, guardiana della casa – 3. Avere magnato cellevrelle de gatta. Essere divenuto smemorato. Ferrero: Ladro, borsaiolo. Voce diffusa in tutte le regioni con larga fortuna. Gatt in grand, il truffatore in grande stile.

Giacchetta “bassa camorra” «In tempi non molto vicini la camorra contava 11 paranze, delle quali 2 spettavano alla sezione delle sciammerie (alta camorra), 2 alle giacchette (bassa camorra) e 7 a quella delle ‘mbroglie (infima camorra)»  U C 156.

Andreoli: Giacchetta. – Giacchetta de caccia, Cacciatore. D’Ambra: giacca – 2. De cacciatora. Cacciatora, Carniera. Ferrero: manca.

Gramignaro “guardia” «Questi piccoli delinquenti, per eludere la vigilanza del gramignaro, si vedono strisciare fra le aiuole come tanti rettili» M 157.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero riporta gramignare: rapire, nell’antico furbesco (Modo Nuovo); da un radicale gramp-, dar zampa, brancare.

Granella “denaro”  «Vi arraccumanno (vi raccomando) a non dormirvi pechè so (sono) 22 ciorni (giorni) che innocentemente sto da dindo (in carcere) e non pensate pe farme la scarcerazione indando le granelle (denari) se ne vanno e niente di positivo si vede»  U C 4.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Grossa “gioielli” «Se in luogo di denaro si trova lo grossa (anelli, orecchini, catene di orologi etc.) allora si va in cerca del furniello (intercettatore di oggetti rubati) e se ne riceva il boccone (cioè un quarto del valore) »  U C 106.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Guaglione “ragazzo” «Guagliò, te vò ‘o masto»  M 158. «I guagliune (ragazzi) in tal caso formano un circolo, in mezzo al quale compaiono i due candidati» M 160.

Andreoli: fem. Guagliona, fanciullo, Ragazzo. – per ragazzo destinato a’piccoli servigi di una bottega, fattorino. – per ragazzo di strada, Monello, femm. Ella. D’Ambra: sm. (lat. calo: fr. garcon, goujat) Giovanetto, garzone.   Fattorino. Monello. Ferrero: manca.

Guapparia “bravata” «Se l’offensore non fa parte della bella società rifurmata, ne succede che la guapparia la vuol compiere sempre il più giovane; ma se i pretendenti sono più, allora il presidente, prima di dichiarare sciolta la seduta, ordina di menare il tocco, e chi ‘a sorte favoresce è ritenuto il più meritevole»  U C 27.

Andreoli: manca. D’Ambra: sm. Valore, bravura, smargiasse ria. Jammo, jammo a bedè le guapparie. D’ ant. Mandr. nn. IV, 11. Ferrero: manca.

Guappo “bravo” «La prudente, poco prudentemente, dimenticando di avere da fare con un guappo, mandò l’amante a carte quarantanove»  M 190.

Andreoli: valoroso, prode, bravo. – per ottimo nel suo genere, eccellente. – in forza di sostantivo, ostentatore di bravura, Bravaccio, ammazzasette, taglia cantoni e taglia montagne, Spartanugoli; gradasso, Rodomonte. – Fare u guappo, Braveggiare, fare il bravo a credenza, fare il Giorgio, il Rogantino, il Gradasso. D’Ambra: add. (spag. hampa). Bravo, Valente, smargiasso. Ferrero: Bravaccio, gradasso; uomo che “è sulla via di diventare camorrista” (NICEFORO, G.). Il senso originale del dialettale napoletano guappo è “valoroso, prode, bravo; eccellente”, da cui guapparìa, “bravura, prodezza, spavalderia”. Palermitano gergale guappu, “persona della malavita capace di qualunque atto di prepotenza” (CALVARUSO); uappu, smargiasso, uapparìa, smargiasseria.

Guardaspalle “galoppino” «Di qui la classificazione dei Caicchi in Collaiuoli, Trombette e Guardaspalle»  M 206.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.


[I]

Imbarcarsi 
“uscire per la città” «Il capoparanza, ogni mattina, accompagnato dai suoi adepti, s’imbarca (cioè esce per la città) e, quando s’imbatte in qualche mierlo (provinciale), dice ai picuozzi (compagni)»  U C 158.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

 
[
J]

Juoco d’ a palla
“gioco della palla” «Tant’ ‘o juoco d’ a palla quanto quello delle tre carte non vengono considerati d’azzardo, perché la vincita dipende in parte alla sorte ed in parte dall’intelligenza ed attività dei giocatori»  U C 84.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Juoco piccolo “lotto clandestino” «Per juoco piccolo, lotto clandestino, intendesi quella truffa che i figli dell’umirtà compiono a detrimento dello Stato»  U C 78.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca

 
[
L]

Ladro borsaiolo
“ladri che attuano borseggi” «il presente editto col quale vogliamo e sovranamente comandiamo che dal dì della pubblicazione del medesimo siano sottoposti alla pena di due tratti di corda i ladri borsaioli»  M 25.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Leccaricotta “sfruttatore” «Dai soggetti si sceglievano quelle male femmine i leccaricotta, che erano de’ giovanetti sparuti, per lo più di civile condizione, che, per lo schifoso mestiere al quale si prestavano, finivano per sifilide laringea»  I 32.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: Sfruttatore, lenone;anche magna ricotta (v. anche magnaccia e ricottaro). Colui che mangia il sostanzioso fior di latte dei proventi della    prostituzione (Napoli, Palermo).

Lieggio “leggero” «’O masto non faceva altro che gridare: Lieggi!... Lieggi! »  M 27. «O masto non dice leggi ma lieggi»  M 28.

Andreoli: leggiero, lieve. – Lieggio de mana, ladro, lesto di  mano. – Tenere a mana leggia, essere solito di rubarte, avere le manio a uncini.  – Vestuto lieggio, leggiero di panni. D’Ambra: ,eggia, add. Lèggero, Lieve. Belle e de piso so li vierze mieje, Li core liegge cchiù che n’e la paglia. Morm. Son. 2. – De ghire a te accossì non se prommette; ca non ghiaria cciù lieggio no corriero. Fas. Ger. XI, 21. – 2. tras. furb. Birro, Poliziotto, Gendarme, Carabiniere. Se redusse a mmorì dint’a na stabia, Che ncapo de no mese appe li liegge, Che lo portaje co puzo a ppuzo ngabia. D’Ant. Mandr. reo. 1, 35. - 4. Tras. ladro, Mariuolo – 5. fras. Lieggio de mano. Mariuolo, Ladro domestico. Si frabutto, e porzi lieggio de mano. Quatt. Od. Araz. 173. Ferrero: borseggio di finezza, operato introducendo la mano nella tasca del derubato con tutta la leggereza possibile. Locuzione “tecnica” in uso a Napoli.

Lucerna “prete” «La persona derubata può essere na scuffia (vecchia), nu S. Giacchino (vecchio), nu cappelletto (signora), nu pierzeco (signorina), nu chiagnuluso (ragazzo o ragazza), na pacchèra (contadina), nu marro (contadino), na lucerna (prete), nu muto (monaco); nu vavusiello (magistrato); ed infine se del derubato non si conosce la condizione sociale allora vien dai ratti chiamato taccone»  U C 107.

Andreoli: Lucerna – scherz. Per occhio, Lucerna. – quel cappello a tre punte che portano molti preti, e che più comun. Si dice Cappiello a tre pizze, Lucerna, ed anche Nicchio. – sorta di pesce da’dotti chiamato Uranòscopo, cioè “che guarda il cielo”, perché ha gli occhi sopra il capo, Pesce prete. D’Ambra: manca. Ferrero: Il carabiniere in servizio presso il tribunale, per la foma del caratteristico copricapo. Questa voce ottocentesca circolava anche tra i soldati della Grande Guerra, per spregio dei carabinieri, colpevoli ai loro occhi di eseguire le condanne a morte degli stessi soldati per diserzioni o tradimento.

 
[
M]

Mancaniello
“bussolo” «Oi ni (ragazzo), quanno miette ‘a mane dint’ ‘o mancaniello (bussolo), allicuordate, core ‘e mamma, e S. Bicienzo e afferra ‘o nummero ‘e miezo»  U C 111.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

 Manetta “braccialetto” «il braccialetto (dicesi) ‘a manetta»  M 120.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Manotta “braccialetto” «manotte per braccialetti»  M 38.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Mappatella “Fagottino” «Gli amici e i conoscenti, senza farsi pregare, fanno cadere nella mappatella un soldo»  M 236.

Andreoli: mappata, fagotto, e più specif. Allorchè lo si porta tenendo in mano le cocche riunite di pezzola, tovagliolo o altro, Fagotto a mano.  – dispreg. Di più persone insieme, Manata, Fitta, Branco. – Mappata de panne lurde, dicesi a donna sporca e spregevole, Fagotto o Balla di panni sudici, di cenci. D’Ambra: sf. dim. Fardelletto, fagottino. Ferrero: manca.

Mariuolo  “ladro” «La prova della segretezza consisteva nel far incontrare il ragazzo da qualche componente la facoltà di ladroneccio, non conosciuto dall’alunno, che, con regali e con raggiri, doveva strappare dei segreti all’aspirante alla patente di mariuolo»  M 22. «Ferdinando IV provò per questi battaglioni di mariuoli tanta paura»  M 24.

Andreoli: sost., Ladro. – giuoco di carte, in cui l’uno cerca di prendere all’altro il suo monticello di carte, Rubamonete. – mariuolo i carte, Ladro di giuoco, Baro, e più comun. Giocatore di vantaggio. – Mariuolo cu a scala ncuollo, Ladro famoso, di prim riga, Ladro matricolato. – Maneca de mariuole, Ladronaia. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Marro “contadino” «La persona derubata può essere na scuffia (vecchia), nu S. Giacchino (vecchio), nu cappelletto (signora), nu pierzeco (signorina), nu chiagnuluso (ragazzo o ragazza), na pacchèra (contadina), nu marro (contadino), na lucerna (prete), nu muto (monaco); nu vavusiello (magistrato); ed infine se del derubato non si conosce la condizione sociale allora vien dai ratti chiamato taccone»  U C 107.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Martino “pugnale” «Il capintrito temporaneo poi lo chiama in disparte e , con tutta lealtà, gli dice se in carcere vi sono spiccioli in carusiello (denaro ricavato dalla camorra), taglienti (coltelli), martini (pugnali), carte di stracolla (carte da gioco), e se fra i detenuti vi è qualche pullaste (cioè qualche prigioniero che ha i mezzi  di fortuna e che non appartiene alla camorra) »  U C 36.

Andreoli: montone, Martino; dall’uso di porre a’montoni tal nome. Il Sacchetti: “Diventerei pastore…Et or direi Biondella et or Martino”. – per cornuto, Becco. D’Ambra: npr. – 2. tras. Montone, Ariete. – 3. Cornuto. – 4. fras. Tozza – martino. Cozza, ariete; e dicesi in ispregio all’uomo, per significarli che ha le corna. – 5. fr. Essere de casa Martino. Appartenere a stirpe di cornuti. Vide llà menelao, vide lo frate, C’hanno tenuto casata Martino. Maj. Ver. it. 35. Ferrero: Pugnale, coltello. Voce dell’antico furbesco (Modo Nuovo), tuttora in uso.

Marto “individuo derubato italiano” «Gl’ individui derubati si chiamano pachiochi, se sono stranieri; marti, se sono italiani, ma non appartenenti alla provincia di Napoli, ed in S. Gennari, se sono napoletani»  U C 106.

 Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Mascaturaio “svaligiatore di case” «Questi mariuoli fanno quasi tutti parte della Società minore dell’Omertà e si dividono in Chiavicaiuoli e Mascaturai. Questi svaligiano le abitazioni mediante chiavi adulterine; quelli invece penetrano nei magazzini, facendosi strada per le fognature»  M 209.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Masticiello “piccolo capo” «L’onorevole sodalizio dei Serpi è diretto da un capo chiamato ‘0 masticiello»  M 160.

 Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Masto “capo” «Per far parte di tale istituzione l’individuo doveva contare non meno di otto anni e doveva essere presentato al masto»  M 21.  «la prova della veniva fatta quasi sempre sulla spiaggia presso i Granili e in presenza del Masto»  M 23. «‘o masto, per chi nol sappia, è il camorrista, cioè il capo della paranza»  M 158.

Andreoli: Maestro, e per sicope Mastro. – titolo di chi esercita un’arte, Maestro. D’Ambra: (gr. Μηστωρ) s. m. Maestro – 2. De spata. Maestro di scherma. Ferrero: manca.

Mastressa “usuraia” «alla fine di ciascuna settimana si presenta in casa del debitore la mastressa per ricevere il tasso stabilito»  M 172.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Mbigna “faccia” «ebbene non appena ‘o figlio d’ ‘a munacella acquistò la libertà cercò la Baro e con un rasoio sgranato (dentellato) le fece sulla mbigna (faccia) ‘o X cioè lo sfregio a croce»  M 200.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

‘Mbroglia “infima camorra” «In tempi non molto vicini la camorra contava 11 paranze, delle quali 2 spettavano alla sezione delle sciammerie (alta camorra), 2 alle giacchette (bassa camorra) e 7 a quella delle ‘mbroglie (infima camorra)» U C 156.

 Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.    

Menacolla “truffatore” « menacolla si addimandano coloro che danno carte false»  M 51.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca.  Ferrero: manca.

Menare il tocco “tirare a sorte” «Se l’offensore non fa parte della bella società rifurmata, ne succede che la guapparia la vuol compiere sempre il più giovane; ma se i pretendenti sono più, allora il presidente, prima di dichiarare sciolta la seduta, ordina di menare il tocco, e chi ‘a sorte favoresce è ritenuto il più meritevole»  U C 27.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Messa “carta da 1 lira” «Le sfoglie possono essere così distinte:

 verdoline – carte da 100 lire

 rossolelle – carte da 100 lire

 scorze di purtualli – carte da 50 lire

 carte di bottiglie – carte da 25 lire

 turchinelle – carte da 10 lire

 musciulelle – carte da 5 lire

 scummazze – carte da 2 lire

messe – carte da 1 lira»  U C 106.

Andreoli: porzione di capitale che mette ciascun negoziante in una compagnia, Messa. – denaro messo su per giocare, Posta, ed anche Messa. D’Ambra: manca. Ferrero: tangente percepita da una mezzana per i suoi traffici amorosi. Voce milanese di fine Ottocento.

Mezalengua “balbuziente” «la scilinguatura presso la Bella società rifurmata ha dato l’agnome di Mezalengua al Capintrito Luigi Ca.» M 183.

Andreoli: Bleso, Scilinguato, Ciancione, Che cianciuglia, Che ha la liscia in bocca. D’Ambra: sf. Scilinguato, Balbuziente. No mezalengua averrà ttanto core D’esse lo primmo a ffare sto viaggio. Fas. Gier. Ferrero: manca.

Mezzo “tazzina dal costo di cent. 5” «la generosità di D. Peppina era per le figliole dell’Imbrecciata proverbiale; perché a quelle che le conducevano avventori distribuiva gratuitamente d’inverno i mezzi di caffè e latte e di estate il caffè solamente»  I 30n.

 Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Micco “bambino” «Si adopera anche da detta paranza micco se è bambino»  M 38.

Andreoli: sorta di scimmia, Micco. – d’uomo brutto, Micco.- d’uomo libidinoso, Micco, e più com. Satiro. – Fare uno micco, minchionarlo, metterlo in mezzo, Farlo cucco, Farlo Calandrino, ed anche Fargli la barba di stoppa. D’Ambra: Mineco. Dommineco npr. dim. Di Domenico. Ferrero: carcerato novizio, povero diavolo (Roma, dal romanesco comune micco, grullo); imbroglione; stupido, nel gergo dei); vittima prescelta per il furto.

Mierlo “provinciale” «Il capoparanza, ogni mattina, accompagnato dai suoi adepti, s’imbarca (cioè esce per la città) e, quando s’imbatte in qualche mierlo (provinciale), dice ai picuozzi (compagni)»  U C 158.

Andreoli: manca. D’Ambra riporta mierolo sm. merola fem. Merlo, uccello noto. Fras. Ferrero: manca.

Miezo – fatto “metà” «Della cosa rubata spetta lo miezo-fatto (metà) al ratto ed il resto vien diviso fra i calonzi»  U C 106.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Monello “monello” «E perché l’avere questo dato antianatomico era la cosa più agognata da quei monelli, così essi stessi si stiracchiavano gl’indici e quando queste dita toccavano la lunghezza de’medii allora cercavano di allungare sempre di più le une e le altre»  M 23.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Mosca mmocca “fa silenzio” «e con ciò mosca mmocca»  M 58.

Andreoli: babbeo, allocco. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Mummara “capo” «Le sentenze capitali si eseguono con i taglienti (coltelli), e i colpi, secondo la gravezza della colpa, possoni essere diretti o a ‘o tammurro (addome) o alla scatulella (petto) e raramente alla mummara (capo)» U C 27.

Andreoli: manca. D’Ambra riporta mummera: Mmummero sm. (gr. Βομβιλιων) Bòmbolo. Preva n’acqua chiara, e po nascosta; ncuorpo tenea na mmummera de gnosta. Serv. On. II, 14. Ferrero: manca

Muschio “fazzoletto di seta” «I fazzoletti di seta li chiamavano muschi»  M 38.

Andreoli: manca. D’ Ambra: manca. Ferrero: manca.

Musciulella “carta da 5 lire” «Le sfoglie possono essere così distinte:

 verdoline – carte da 100 lire

 rossolelle – carte da 100 lire

 scorze di purtualli – carte da 50 lire

 carte di bottiglie – carte da 25 lire

 turchinelle – carte da 10 lire

 musciulelle – carte da 5 lire

 scummazze – carte da 2 lire

 messe – carte da 1 lira»   U C 106;

 Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Mussoluongo “muso lungo” «a don Ferdinando Cap. si dette il soprannome di Mussoluongo perché una buona parte del suo scheletro facciale ci ricordava qualche cosa del … porco»  M 183.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Mustaccione “cartella del credito fondiario” «Nel porto si possono trovare le sfoglie (carte moneterie), le passioni (lettere d’amore), i mustaccioni (cartelle del credito fondario) e le uova able (carte inutili)»  U C 106.

Andreoli: uomo che porta di gran baffi, baffone, Basettone. – par di baffi assai grandi, baffoni, Mostaccione in ital. È colpo di mano aperta  sul mostaccio. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.      

Muto “monaco” «La persona derubata può essere na scuffia (vecchia), nu S. Giacchino (vecchio), nu cappelletto (signora), nu pierzeco (signorina), nu chiagnuluso (ragazzo o ragazza), na pacchèra (contadina), nu marro (contadino), na lucerna (prete), nu muto (monaco); nu vavusiello (magistrato); ed infine se del derubato non si conosce la condizione sociale allora vien dai ratti chiamato taccone»  U C 107.

Andreoli: sost., Imbuto. – Muto de trafeco, sorta di grosso imbuto ad uso d’imbotare il vino, Pèvera, volgarmente contratto in Pera. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Muzzone “piccolo di statura” «Lon., perché di non alta statura, lo dicono ‘o muzzone»  U C 24.

 Andreoli: quel che rimane di cosa mozza o consumata, Mozzicone, - di sigaro, Cicca, ed anche Mozzicone – di candela, Moccolo. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

 
[
N]

Nas’ e cane
“naso da cane” «La grandezza e il profilo del naso ci ha fatto registrare dei Nasoni, dei nas’e cane»  M 182.

Andreoli riporta Naso de cane, Naso rincagnato. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Nasone  “naso camuso” «La grandezza ed il profilo del naso ci ha fatto registrare dei Nasoni»  M 182.

Andreoli: nappa, - chi ha gran naso, Nasone, ed anche Nappa. – nome di un uccello marino, Gazza o Gazzera marina. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Nas’ e piecoro “naso da pecora” «la grandezza e il profilo del naso ci ha fatto registrare dei Nasoni, dei nas’e cane, dei Nas’ e piecoro  M 182.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Nocra (socra) “zuppa che si riceve nel carcere” «nocra e socra la zuppa che ricevono nel carcere» M 108.

 Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

‘Ntaccata ‘e ‘mpigna “taglio facciale” «Un’altra usanza della società dell’umirtà, e che ebbe l’onore di essere discussa nel primo congresso di Antropologia Criminale, è ‘o sfregio, che vanta tra i suoi sinonimi tagliata ‘e faccia e ‘ntaccata ‘e mpigna. Questo deturpamento permanente del viso si suddivide in sfregio d’ammore e di cumanno. Per il modo come viene eseguito, dicesi a scippo, a sbarzo e a caca-faccia»  U C 131.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: sfregio praticato dai camorristi su chi si sia reso colpevole di tradimento. Da tacca, piccola incisione. Anche ‘mpigna e tagliata ‘e faccia.

‘Nterzata “danza simile alla tarantella” «Quelle povere Carmencite, nella taverna del Crispano, esercitata da un allegro Mastro Donato, ballavano la nterzata, o la ceccona o lo torniello»  I 38n;

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Nureco “fazzoletto contenente denaro” «Il ratto col gancio può dalla vertola refonnere (tirare) o il porto (portafogli) o il D. Luigi (porta zecchini) o lo nureco (fazzoletto contenente denaro) »  U C 105.

Andreoli: manca D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Nzottolata “tasca dei calzoni” «La tasca superiore della giacca la dicono ‘o castiello, quella inferiore buccaccia, la ladra ‘nzottolata e fresella denominano quella dei calzoni»  M 38.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

 
[
O]

Ommo ‘e mmerda
“pederasta attivo” «Giunti che sono i vasetti alla prima alba della pubertà, sentono il bisogno di essere … goduti, e, trovato che hanno l’Ommo ‘e merda (pederasta attivo), l’amano, come ben si espresse il Mantegazza, con una passione vera, ardente, che ha tutte le esigenze, tutte le gelosie di un amore vero»  I 46.

 Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

 
[
P]

Pacchera
“contadina” «La persona derubata può essere na scuffia (vecchia), nu S. Giacchino (vecchio), nu cappelletto (signora), nu pierzeco (signorina), nu chiagnuluso (ragazzo o ragazza), na pacchèra (contadina), nu marro (contadino), na lucerna (prete), nu muto (monaco); nu vavusiello (magistrato); ed infine se del derubato non si conosce la condizione sociale allora vien dai ratti chiamato taccone»  U C 107.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Pacchiana “cafona, contadina” «Disponibili: due pacchiane maritate da sotto i 30 anni, una cafona di Acerra giovane, ma è un poco sciupatella perché si è figliata agl’Incurabili da 12 giorni»  I 41.

Andreoli: uomo del contado (lat. Paganus), Contadino, Villano, Forese. – per uomo grossolano e rustico, tanghero, Villanzone, e in Firenze più com. Contadino. D’Ambra:  sf. Contadina, Villana. Veditela, veditela, mo vene; Porta lo panno russo la pacchiana. Canz. Ant. Ferrero: manca.

Pachioco “individuo straniero da derubare o derubato” « Si vedono, alle volte, in compagnia di forestieri a scopo di scrutare se questi sono astuti o pachiochi, indicando questi ultimi ai borsaioli  M 49. Gl’ individui derubati si chiamano pachiochi, se sono stranieri; marti, se sono italiani, ma non appartenenti alla provincia di Napoli, ed in S. Gennari, se sono napoletani»  U C 106.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Pagliettella “Guardia di P. S.” «e questi tali, che si addimandano pali, hanno l’obbligo di piantarsi agli sbocchi dei vicoli, dove si tiene il gioco, e di passare, non appena vedono qualche pagliettella (guardia di p. s.), il motto d’ordine, che consiste o in un fischio prolungato, o in una voce imitante quella di qualche venditore ambulante»  U C 18.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Pagliettina “signorina” «Si adopera anche da detta paranza pagliettina se è signorina»  M 38

 Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Palatino  “ragazzo di strada” «i quali per la loro oziosità ed aspirazione di appartenere alla mala vita si conoscevano con il nome di palatini M 36. In questa città vi è una classe di monelli, figli quasi sempre di pregiudicati e di prostitute, detti guagliune ’e malavita o palatini, che si distinguono, come ben disse il Dores, da tutti gli altri coetanei “per avere un’aria precoce di vizio, di efferatezza e di cinismo»  U C 5.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Palillo “pezzo di legno” «Nel centro del detto piano si poggia verticalmente un pezzo di legno di forma cilindrica alto 20 centimetri, al quale i giocatori danno il nome di sbriglia o palillo»  U C 84.

Andreoli: piccolo palo, Palicciuolo. – piccolo remo. Ved. Il più comune PALELLA. D’Ambra: sm. dim. Di Palo, Piccolo palo – 2. Piccolo remo tras.  Bastone – 4. fras. Palillo palillo. Remigare a modo. Da Salierno se nne  venette palillo palillo a la vota de Napole Fer. Ff. Zz. Ferrero: manca.

Palo “sentinella, spia” «infatti mentre i pali colla loro astuzia garantiscono il ladro alle guardie M 35. prima di mettersi a lavoro è indispensabile che tra i ladri e i pali (spie) vi sia l’intesa del santo (motto d’ordine) M  210. Poi una voce dall’imboccatura del vico IV Cavalcatojo faceva ripetutamente sentire: Zompa arille!… Zompa arille!… Era il palo, che, con quel motto convenzionale annunziava il ritorno delle guardie di Pubblica Sicurezza»  I 36.

 Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: complice che sta di guardia, pronto a dare l’allarme come segnale convenuto in caso di pericolo; anche detto lisca e pinguino.

Papera “uomo deformato” «dalla deformazione degli arti inferiori s’ebbero nell’Omertà i soprannomi di coracò, papera e sarciniello»  M 184.

Andreoli: oca; e l’uno e l’altro nome comprende il maschio e la  femmina. – Papera guallarosa, si dice a donna non dritta sulle gambe; Anitra – Pigliare papera, term. Del giuoco dell’oca, Rinnocare. – e per simil. si dice del dilungarsi troppo parlando, Andar nell’uno via uno, fare una lungagnata. D’Ambra: manca. Ferrero: barca, nel gergo dei camorristi coatti e dei girovaghi.

Paranza “gruppo  camorristico” «oggi invece è il nomignolo che distingue i componenti di una paranza da quelli di un’altra»  M 30. «i borsaioli, ottenuto il diploma di abilitazione, venivano divisi in paranze, cioè in gruppi M 34. i mariuoli di cui ci occupiamo vivono in paranze, le quali prendono nome dall’agnome del loro superiore. Oggi portano il primato ‘a paranzella d’ ‘o zelluso e quella d’ ‘o ferrariello»  M 211.

Andreoli: grossa barca a vela, Paranza. – più cose o persone messe in fila, Fila. – certo numero di facchini o altri lavoranti, orinati sotto un  capo, squadra. – Mparanza, Di paro, Di fronte, In ischiera. D’Ambra: sf. Quantità pari di uomini e di cose, come un quattro,m un otto, ec. – 2. Detto di uomini. Mano, Brigata, Drappello. Nc’era tanno Foregrotta Titta Battaglia, sbirro de chella paranza. Fer. Ff Zz. Arg. – 3. Mar. Classe in che sono distinti i marinai – 4. Grossa barca a vele.  Filurca – 5. Av – a paranza. A paro, A quattro a quattro, a otto ad otto, ec. 6. Mparanza. In pari, Tutti in una volta. Ferrero: classica unità di misura della camorra napoletana:gruppodi ladri, borsaioli o truffatori che lavorano in équipe. Propriamente la paranza è una grossa barca da pesca, e navigare in paranza significa il procedere di conserva di due natanti, tra cui viene stesa la rete. La paranza si compone di un palo o aiutante diretto, di uno spingolaro che opera e di un postiglione che sta di vedetta.

Paranzuolo “componente della paranza” «Alcuni paranzuoli, infatti, sono entusiasti de modo come essi spacciano bocchini di gesso per bocchini di spuma»  M 119.

 Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Parattella “scodelletta piena di sego nella quale si reggeva un grosso stoppaccio acceso” «Gli smargiassi, guappi del tempo, con l’albernuzzo di teletta sulle spalle, con cosciali di calze di stamma legati con cioffe e sciscioli, col cappello impennacchiato e ricco di passavolanti si pigliavano a braccetto or le donne or gli amici soldati e in comitiva si scantonava laggiù al Crispano, ove tra la verde rete d’un pergolato brillavano fiammelle di lucerne appese e di parattelle»  I 38n.

 Andreoli rimanda a pratella: teglia di terra, dim. Teglina di terra. D’Ambra: sf. scodella di creta. Ferrero: manca.

Parrucchiano “chi fornisce oggetti falsi” «ed in fine parrucchiano addimandasi chi fornisce gli oggetti falsi»  M 120.

Andreoli: Parroco, Pievano, Curato. Anche Parrocchiano fu detto anticamente in tal senso, e si legge ne’ classici, ma oggi si dice solo degli appartenenti al popolodella parrocchia. D’Ambra riporta parrocchiano: sm. Parroco, Curato, Pievano. Ferrero: manca.

Passione “lettera d’amore” «Nel porto si possono trovare le sfoglie (carte moneterie), le passioni (lettere d’amore), i mustaccioni (cartelle del credito fondario) e le uova able (carte inutili)»  U C 106.

 Andreoli: manca. D’Ambra: manca Ferrero: manca.

Patuto “colui che ha sofferto lo stesso male” «Questa donna, che faceva concorrenza ai medici ed ai farmacisti, veniva onorata da tante rispettabili persone; perché queste erano convinte che in casi di malanni non bisogna ricorrere ai medici ma ai … patuti»  I 42;

 Andreoli: malaticcio, patito. – sost. Per cascamorto. Patito, ed anche la fem. Patita. – Va’ add’u patuto e no add’ u miedeco, La pratica val più della teoria. D’Ambra: manca. Ferrero: manca

Pazzariello “pazzerello” « noi, nella mala vita, abbiamo conosciuto (…) Ciro D’Amb. ‘o Pazzariello, detti così per le loro qualità d’animo»  M 184;

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Pecorone “subagente” «non appena il zennaiuolo docchia lo sciame (emigrante), subito s’accosta al pecorone (subagente)»  M 154;

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Petrajata “lancio di pietre” «Nella camorra le esercitazioni alle armi si fanno sempre all’aria libera e i luoghi prescelti variano secondo le armi preferite dagli schermitori: così oggigiorno, per la petrejata il luogo prediletto è la spiaggia della Marinella; per la zumpata e la tirata ‘o rasulo si preferisce la via vacchia ‘e Pocereale e per la sparata si danno, i nostri malandrini, l’appuntamento a ‘o Pasconciello»  U C 27.

 Andreoli riporta petriata: battaglia fatta co’ sassi, tempesta di sassi contro alcuno, sassaiola. Voce d’uso comune, e scritta fin da trecento. Nel Viaggio al Sinai: “Ci si levò una sasaiuola adosso”. D’Ambra riporta petriata: sf. sassajuolo. Ferrero: manca.

Petriazzante “lanciatore di pietre” «Nell’invasione Francese, al cominciare del corrente secolo, ebbero i nostri petriazzanti uno scontro fortunato colla cavalleria francese»  U C 30.

Andreoli: manca. D’Ambra riporta Petrejazzante: sm. Lanciatore di pietrte, Sassajuolo. Ferrero: manca.

Pezzecato “butterato” «e la pezzecata, che non volle restare indifferente a tanta manifestazione d’affetto, rispose: ‘Mpubrico o annascuso? E l’altro di rimando: A core a core!»  I 36.

Andreoli: segnato dal vaiuolo, butterato. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Pezzente “mendicante” «Ricordo che nel 1899, quando si fondò in Napoli l’Associazione per la repressione dell’accattonaggio, io mi occupai, nella Tribuna Giudiziaria, dei pezzenti»  M 95.

Andreoli: pezzente, mendicante, Accattone. – pezzente resagliuto, Pidocchio rifatto, riunto, Villan Rifatto, ed anche rilevaticcio. D’Ambra: ad. Menotico, accattone. Ferrero: manca.

Pezzentella “anima del Purgatorio” « ed il 0,10% per fare celebrare una messa alle anime pezzentelle (anime del Purgatorio)»   M 212.

Andreoli: manca. D’Ambra: sf. dim. Accattoncella. – 2. Fig. salsiccia grassa di rimasugli –  3. Ganza. Ferrero: manca.

Pianino “pianoforte a manubio” «D. Costantino (così chiama vasi l’ex brigadiere) dai guadagni fatti ne prelevò lire 116 per l’acquisto di un pianino con ballabili e canzoni nuove»  I 30.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Picciotteria “associazione mafiosa” «Due affiliati alla picciotteria erano stati uccisi  per inflazioni alle leggi della Società: si chiamavano Roso E Guerrisi»  I 92.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Picciuotto  “mafioso” «perché il decoro detta a chi è prossimo ad entrare nell’Omertà come giovinotto onorato di segregarsi dai fanciulli e di affiancarsi ai futuri loro superiori, i picciuotti  M 157. i picciuotti invece, che sono i servi fedeli dei camorristi, hanno, come alcuni idioti, movimenti rapidi, vivaci, multiformi»  M 230. «Prima di chiudere il cancello, ed ogni sera, i locali di vico S. Francesco venivano visitati dai ricottari e da qualche picciotto»  I 32 «La camorra ha per sinonimi società dell’umirtà o bella società rifurmata. Si divide in maggiore e minore: a questa appartengono i giovinotti – onorati ed i picciuotti; a quella i camorristi» U C 2.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: Gregario di una organizzazione camorristica o mafiosa. Sin dal secolo scorso, la voce è diventata di pubblico dominio. Si diventa picciotto, e cioè si accede al primo gradino dell’organizzazione gerarchica, attraverso varie prove di coraggio e lealtà. Il cerimoniale del passagio a picciotto, è stato descritto dal DE BLASIO in Usi e costumi dei camorristi (1897). 

Picuozzo “compagno” «Il capoparanza, ogni mattina, accompagnato dai suoi adepti, s’imbarca (cioè esce per la città) e, quando s’imbatte in qualche mierlo (provinciale), dice ai picuozzi (compagni)»  U C 158.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Pierzeco “signorina” «La persona derubata può essere na scuffia (vecchia), nu S. Giacchino (vecchio), nu cappelletto (signora), nu pierzeco (signorina), nu chiagnuluso (ragazzo o ragazza), na pacchèra (contadina), nu marro (contadino), na lucerna (prete), nu muto (monaco); nu vavusiello (magistrato); ed infine se del derubato non si conosce la condizione sociale allora vien dai ratti chiamato taccone»  U C 107.

Andreoli: albero. Pesco. – Frutto, Pesca. – Sciore de perzieco, nome di una sorta di marmo rossiccio macchiato di bianco, Fior di persico. D’Ambra: sm. Pesco albero – 2. Pesca frutto. Ferrero: manca.

Pisciancuollo “varietà di sfregio” «Dal 1893 nella mala – vita si mette in pratica un’altra varietà di sfregio, ‘o piscia-‘ncuollo, che, per il modo come viene eseguito, potrebbe benissimo sostituire ‘o cacafaccia»  U C 131.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

 Piscimbocca  “naso sirico” «la grandezza ed il profilo del naso ci ha fatto registrare dei Nasoni, dei Nas’ ‘e cane, dei Nas’ e piecoro e dei Piscimbocca»  M 182.

 Andreoli riporta: naso che piscia mmocca, Naso a piscio, detto anche  Naso a roncolo. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Pizzo “letto” «E finalmente si ordina al picciuotto ‘e jurnata di preparà ‘o pizzo (letto) al superiore»  U C 36.

Andreoli: punta angolare di chicchessia, Punta. – ciascuno de’quattro angoli estremi di coltre, fazzoletti, e simili, cocca. – per merletto, Pizzo. – luogo assegnato a persona o cosa, ed anche luogo assolutamente. Posto. D’Ambra: sm. Becco, Rostro degli uccelli – 2. Pernietto della trottola – 3. Cima, Vertice, Culmine. Ferrero: luogo, posto, angolo. Pizzo bravo, soave, togo, adatto a rubare,  a nascondersi. Vale anche “nascondiglio della refurtiva”.

Pollanca “giovane vergine” «Siccome all’epoca del colera (1884) ci fu fra le comari un tentativo di sciopero, così fra queste, le mezzane ed i lenoni fu stipulato che, quando queste ultime ricevevano una pollanca (giovane vergine), dovevano issofatto dare alle comari lire 10; per una gallinella (disgraziata) la promessa fu di 7 lire e per una giovane voccola (donna che ha procreato) la cifra venne limitata a lire 5 soltanto»  U C 91 – 92.

 Andreoli: manca. D’Ambra: sm. Pollastra – 2. Trs. Giovanotta, Donzella. Ferrero: manca.

Porto “portafogli” «Il ratto col gancio può dalla vertola refonnere (tirare) o il porto (portafogli) o il D. Luigi (porta zecchini) o lo nureco (fazzoletto contenente denaro)»  U C 105.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Primera “morte” «Scampato il camorrista dalla primera (morte), vien chiamato il sarto per far cucire l’abito votivo»  U C 109.

Andreoli: giuoco di carte, primiera. – Fare primera de primma mana, cioè senza scartare, far primiera di colta. – Terziare na primera, figur. rimettersi in taluna cosa alla sorte, Trarre un dado, Giocare una carta. – Terziare na bella primera, figur. avere una buon ventura. Succhiellare  una bella carta. D’Ambra: sf. Primiera, noto giuoco di carte. Ferrero: manca.

Primo – vuto “vice-capintesta” «Nella società maggiore, ogni anno, si eleggono i capi, che sono: il capintesta, il capo società o capintrito ed il contajuolo; nella minore, non si sceglie che il solo contajuolo. Il capintesta, che è un uomo di grande ardire, è il camorrista- capo di tutta Napoli. Fino a pochi anni or sono, veniva scelto fra i camorristi di Porta Capuana, ma, dopo la morte del famoso C. C. e dopo un’assemblea camorristica, si stabilì di estendere tale privilegio anche al Pendino; perché è noto che in questo Quartiere ‘o camorrista sape fa pure buono ‘o dduvere sujo. Se i candidati sono due, allora chi ottiene più voti si dice capintesta e l’altro prim –vuto, cioè vice-capintesta»  U C 2.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Prupusezione “detto” «Finite le lodi alla Vergine, i nostri cantanti, anche cantando, s’incominciano ad offendere ed alle prupusezione sacre sostituiscono le pornografiche, ed a queste tengono dietro le revolverate, e così la scenata finisce coll’inviare chi al carcere e chi all’ospedale » U C 148.

Andreoli: Detto, Proposito. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Pugnetura “puntura (tatuaggio)” «di questo deturpamento del corpo o di una parte di esso chiamato dagli etnologi tatuaggio e dai nostri delinquenti, che formano l’anello di congiunzione fra il selvaggio ed il civile, signe (segno) o pugneture (punture) se ne fa  menzione in Isaia, in Geremia e in Ezechiele» M 196. «Così ordiniamo e comandiamo ai due giovanotti che l’arrestarono di stutarlo (ucciderlo) con due pugneture (coltellate) alla scatolella (petto) »  I 88.

Andreoli: pungitura o puntura. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Pulcinella “ladro di latticini” «indicò che quando si rubano i latticini, (caciocavallo o mozzarella), vengono chiamati coi nomi di Pulcinella e cipolla»  M 37.

Andreoli riporta Pulecenella: Pulcinella. – per uomo senza carattere, Pulcinella, Pagliaccio – Mannare uno a u paese i Pulecenella –   Mandarlo a quel paese. D’Ambra: manca. Ferrero: Cella di punizione; anche detta babbio e beverino. Vi poteva   essere installata la famigerata balilla, il letto di contenzione.

Pulezzare “vestire a nuovo” «A sera fatta la roba non piazzata, se buona, veniva mandata al Vico Gerolomini, dove la moglie del Perticone, D. Giovannina, pulezzava le nuove arrivate, e quella … avariata veniva lasciata all’Imbrecciata»  I 39, 40n.

Andreoli: far pulito, netto, Pulire, Nettare, Ripulire. – pulir con la  spazzola, Spazzolare. – le scarpe. Lustrare. – il pozzo, Ripulire. –     Pulezzarse u musso, restar senza una cosa di cui si voleva godere, Pulirsi o Asciugarsi le labbra. D’Ambra: v. a. Pulire, Polire, Forbire. Ferrero: manca.

Pullasto “pollo” «Il capintrito temporaneo poi lo chiama in disparte e, con tutta lealtà, gli dice se in carcere vi sono spiccioli in carusiello (denaro ricavato dalla camorra), taglienti (coltelli), martini (pugnali), carte di stracolla (carte da gioco), e se fra i detenuti vi è qualche pullaste (cioè qualche prigioniero che ha i mezzi  di fortuna e che non appartiene alla camorra)»  U C 36.

Andreoli: pollastro, ed anche galletto. – dicesi per beffa a giovincello di non maschia voce, Galletto di primo canto, Pollastrone. – Purtare pullaste, essere mezzano di amori, Portar polli. Ved.    PORTAPULLASTE. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Purcaria “sterco” « 8) Fare ‘o sfregio colla purcaria (sterco)»  U C 27.

Andreoli: cosa da porco, porcheria – sporcizia, Porcheri, Porcume. –  escremento, Sterco. – azione da uomo disonesto, parola o atto asceno,  roba sporca, qualunque cosa brutta o mal fatta, Porcheria. – Addeventare na purcaria, di cosa guasta o sciupata, Diventare una porcheria. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Purpetta “signora anziana” «Si adopera anche da detta paranza purpetta, se è vecchia»  M 38.  

Andreoli: polpetta. – per vulva, Fica, Passera, ecc. – nome d’ingiuria ad uomo, Bischero. – Tenere a purpetta mmocca, essere impedito nel parlare, Aver le noci in bocca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca

Pusizione “fortuna” «Vuie avite da saè ca chillo mio signore, vulenno, ve putarria fa cagnà ‘e pusizione (fortuna)»  U C 159.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

 
[R]

Rapronobis
“denaro” «non dimenticarti di portarmi i rapronobis»  M 58.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Ratto “ladro di destrezza” «costui lascia cadere fra i suoi piedi una parte della roba esposta, la quale viene involata dal ratto M 49.

Andreoli: agg. di animale ardente al coito, Foioso. – scherz. Anche di uomo, Foioso. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Razia “grazia” «Finalmente se il medico dà per spacciato l’infermo e se costui è scuitato (celibe), promette, dopo ottenuta ‘a razia, di sposare una risgraziata (prostituta)»  U C 110.

Andreoli: manca. D’Ambra: sf. Grazia, mercè. Ferrero: manca.

Refonnere “tirare” «Il ratto col gancio può dalla vertola refonnere (tirare) o il porto (portafogli) o il D. Luigi (porta zecchini) o lo nureco (fazzoletto contenente denaro)»  U C 105.

Andreoli: aggiungere, rimettere, rifornire. – Refonnerce, scapitare in un’intrapresa, Rimetterci. – Refonnerce d’ a sacca, Rimetterci di tasca, o un tanto del suo. – Refonnerce tierzo e capitule, perdere molto, Rimetterci un occhio. D’Ambra: v. a. Rimettere, Contribuire. Figlieto ha na mmesata, refinnece tu pure quaccosa; e accossì se potarrà nzorare. – 2. Rimettere, perdere. Nce ha refuso le terze e lo capitale, e no nn’ha cacciato niente. - 3. Rimettere, Reintegrare. Si la cannela va miccia, s’ha da refonnere no poco d’uoglio – 4. Replicare, Reinterare. Cielo che buoje da me, ca refunne dolore ncopp’a dolore, e pena ncopp’a pena. Ferrero: dare, nell’antico furbesco (Modo Nuovo). Refonder l’arta, “dar la fede”; refondere un santon, “dare un pegno”.

Rezza “squadra mobile” «Nannì, bada a la rezza (leggi squadra mobile) »  U C 83.

Andreoli: da prendere pesci, rete. – da prendere uccelli, Rete. – involucro degli intestini del maiale, rete. – pezzo di rete metallica che si pone avanti il buco dell’acquaio, Retina. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Ricchione  “pederasta passivo” «Giovanni ‘o ricchione»  M 37. «Accanto ai martiri della lussuria troviamo i pederasti passivi di professione, distinti nella mala vita coi nomignoli di ricchioni, femminelle o vasetti e chiamati dal Brouardel delinquenti nati semifemmine» I 45.
Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: “pederasta passivo di professione”, nella definizione del DE BLASIO che ha registrato questa voce napoletana verso la fine dell’ Ottocento. Anche recchione; da orecchio, orecchione. Veneto rècia, reciòn. Recchio, il sarto, nel gergo dei camorristi coatti, che sembrano attribuirgli propensioni contro natura .

Ricciolillo “ricciuto” «Per la forma dei capelli abbiamo i ricciolilli»  M 182.

Andreoli: manca. D’Ambra: sm. Ricciolino, Boccolo. Ferrero: manca.

Ricotta “sperma” «Ad essi si dà il nome di ricottari perché vivono del ricavato della ricotta e ricotta nel gergo camorristico è sinonimo di sperma»  I 33.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Ricottaro “sfruttatore di prostitute” «a tal fischio seguono altri fischi: sono i ricottari (così si chiamano) che si danno la posta per difendere chi potrebbe cadere nel laccio della Polizia»  M 189. «Prima di chiudere il cancello, ed ogni sera, i locali di vico S. Francesco venivano visitati dai ricottari e da qualche picciotto»  I 32. «Fra i nostri pregiudicati, la classe più abietta è quella che vive alle spalle delle male-femmine, e sono i così detti ricottari o sciammerie»  U C 13.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: Sfruttatore di prostitute, lenone; colui che gode della ricotta, cioè i frutti del lavoro della sua “protetta”(Roma).

Ricreazione “rivista nel portafogli” «Se il ratto va solo, la cosa rubata se la passa nel cappello; e se è accompagnato dai calonzi, la dà ad uno di essi. Il quale subito volta al primo vicolo che incontra ed aspetta per la ricreazione l’arrivo del ratto»  U C 105.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Riffaiuolo “delinquente svelto” «Questa pubblica truffa si commette a danno dei minchioni da alcuni miserabili detti riffaiuoli, che si distinguono dagli altri delinquenti perché sono svelti ed hanno una parlantina tutta speciale»  U C 81.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Rillicato “delegato” «Bona gente, allicurdatev’ e dicere, quanno venite chiammate da ‘o Rillicate (delegato), ca nun avite canusciute chi ha sparato»  M 174.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Rimpetto “di fronte” «ti aspetto giovedì a Caserta e propriamente sotto il viale destro che trovarsi rimpetto la stazione»  M 58.

Andreoli: Rimpetto. – De rimpetto, Di o A rimpetto, Di contro, Di fronte, e a Fir. Più com. di tutti Di faccia. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Riò “grido convenzionale” « li richiama a sé gridando: Riò...! Riò…!»  M 160.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Riscardarsi “adirarsi” «Caro compagno, non vi riscardate troppo»  I 86.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Risgraziata “disgraziata, prostituta” «Finalmente se il medico dà per spacciato l’infermo e se costui è scuitato (celibe), promette, dopo ottenuta ‘a razia, di sposare una risgraziata (prostituta) »  U C 110.

 Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Rocchia “crocchia, stormo” «sono l’invito e la risposta della canzone a figliole, invito e risposta di due rocchie di malandrini che si comunicano così i loro affanni di cuore e le loro opinioni, o si dànno l’appuntamento per una losca bisogna»  U C 150.

Andreoli: manca. D’Ambra: sf. stormo. Ferrero: banda, gruppo di ladri (Napoli); lett. In dialetto “stormo, branco” voce in uso anche nelle regioni centrali (Firenze).

Rogna “guardie di P.S.” «Essi chiamano rogna le guardie di P.S. »  M 108.

Andreoli: rogna, scabbia. – Erva d’a rogna, erba adoperata a curarla (bot. Nerium oleander), Erba da rogna. D’Ambra: sf. scabbia, rogna. Ferrero: la guardia di P.S.  (Palermo); contesa, zuffa, nel vecchio gergo romanesco.

Rollina “gioco d’azzardo” «dove poco discosto dall’ implacabile giocatore della rollina ti si fa a chieder l’elemosina il finto cieco»  M 102

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Ronna “donnaamante” «Giovanni G., conosciuto nella mala vita  coll’agnome ‘o figlio d’ ‘a munacella, trovandosi in carcere si avvide che la sua ronna (amante), Angela Baro, non gl’inviava più la solita  semmana»   M 199.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero:  manca.

Rossolella “carta da 100 lire” «Le sfoglie possono essere così distinte:

 verdoline – carte da 100 lire

 rossolelle – carte da 100 lire

 scorze di purtualli – carte da 50 lire

 carte di bottiglie – carte da 25 lire

 turchinelle – carte da 10 lire

 musciulelle – carte da 5 lire

 scummazze – carte da 2 lire

 messe – carte da 1 lira»  U C 106.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Ruccorucco “mezzano del matrimonio” «dei ruccherucche, cioè dei mezzani dei matrimonii, che ricevevano il tanto per cento sulla dote»  U C 157.

Andreoli: colombo – fare rucco rucco, de’ colombi, Tubare. D’Ambra: voci che fanno i colombi in amore – 2. In m. sust. Ruffiano. Ferrero: manca.

Ruofolo “esattore” «Gli esattori delle jucate si dicono ruofoli e sono degli esseri infelici mandati le tante e tante volte in galera; perché trovati in possesso di lapis e di strisc» e U C 79.

 Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Russo “rosso” «Nella camorra abbiamo per detta tinta dei russi e dei russolilli»  M 183.

Andreoli: agg., Rosso. – Farse russo, Diventare rosso, Fare il viso rosso, Arrossire. – usato come sost., uomo di pelo rosso, Rosso… D’Ambra: add. Rosso – 2. fr. Russo malopilo. Stizzoso, Rabbioso -3. Russo d’uovo. Tuorlo, Vitello. Ferrero: manca.

Russulillo “rossino” «Nella camorra abbiamo per detta tinta dei russi e dei russolilli»  M 183

Andreoli: rossino, etto.  D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

 
[
S]

Saccolari
«Appena il fanciullo entrava a far parte della comunione dei saccolari imparava prima il gergo e poi il regolamento scolastico»  M 22.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Salame “vecchio” «Si adopera anche da detta paranza salame se è vecchi» o M 38.

Andreoli: manca D’Ambra: manca Ferrero: manca.

Santariello “piccolo santo” «Noi, nella mala vita, abbiamo conosciuto Gennaro Bar. ‘o Santariello detto così per le sue qualità d’animo»  M 184. Andreoli: piccolo santo, Santerello e Santarello. – ironic., Santino, fem. Ina. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Santo “motto d’ordine” «Il motto d’ordine (‘o santo) varia secondo le paranze ed i giorni»  U C 113.

Andreoli: santo. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

 

Sarciniello “uomo deformato” «Dalla deformazione degli arti inferiori si ebbero nell’Omertà i soprannomi di Coracò, Papera e Sarciniello»  M 184.

Andreoli riporta sarceniello: fastelletto. – Sarcenlle, scherzos. Di gambe molto sottili. Fuscelli. D’Ambra riporta sarceniello: sm. Fascinotto. Ferrero: manca.

 

Sazio “individuo con denaro rubato” «Ordinariamente si esce pel bosco quattro volte al giorno e non bisogna far ritorno alla tagliola (casa) se non sazii (cioè con denaro rubato)» U C 107. Andreoli: Sazio, Satollo. – Ridere sazio sazio, Rider di voglia, di gusto. – U sazio nun crede a u diuno, Corpo satollo non crede al digiuno. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

 

Sbriglia “pezzo di legno” «Nel centro del detto piano si poggia verticalmente un pezzo di legno di forma cilindrica alto 20 centimetri, al quale i giocatori danno il nome di sbriglia o palillo»  U C 84.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Scamazzare “schiacciare” «Per voi accidere (uccidere) una ersona è lo stesso che scamazzà (schiacciare) una pullice (pulce)»  I 86.

 Andreoli: Schiacciare, Pestare, Spiacciare. – di uva o d’altre cose che si spremono pestandovi su co’ piedi, Pigiare. D’Ambra: v. a. Schiacciare, acciaccare, mantrugiare. Ferrero: manca.

Scambiente “spacciatore di monete false” «Scambienti da scambiare, forse, che vuol dire appunto sostituire una cosa analoga a quella che si doveva fornire, non falsa però»  M 51.

Andreoli: agg. di colore, Cangiante. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Scarda “scheggia” «Oggi, però, mancando per le vie il materiale da guerra, si danno le due squadriglie l’appuntamento alla Marinella, dove il rifiuto del risanamento fornisce a dovizia scarde  e vrecce»  U C 31.

Andreoli: scheggia; e se di legno, anche Sverza, e se di pietra, o  marmo, Anche Scaglia. – di pesce o serpe, Squama e Scagli. – figur. per donna bella e giovereccia, Bel boccone o tocco di donna, Pezzo di grazia di Dio. – Scarda de fucile, Pietra focaia. D’Ambra: sf. Schianto – 2. Di pietra. Scheggia – 3. Di pesci. Squamma – 4. Di focile. Pietra focaja – 5. Di legno. Sverza – 6. fig.  Giovanotta. Ferrero: manca.

Scarfatura “blenorragia” «Questa specialista divideva i mali venerei e sifilitici in scarfatura (blenorragia), in scippa (ulcera venerea), in ceuze (condilomi) ed in scippa centrelle (ulcera sifilitica) e secondo la diagnosi applicava la terapia»  I 42.

Andreoli: male venereo, Scolazione, Gonorrea, e fu scherz. Detta anche lacrima di Venere. – Scarfatura a fistula, Gonnorrea cronica. – figur. di persona noiosa, Seccatore, e comun. Anche Pecetta. D’Ambra: sf. Riscaldatina – med. Scolazione – 3. fras.  Scarfatura a fistola. Dicono di uomo nojoso, seccante e d’importuna frequenza. Ferrero: manca.

Scartellato “cifotico” «i cifotici ci hanno fornito gli scartellati M 184. Rusinella ‘a cape e voje e ‘Ntunettella ‘a scartellatella benché deformi, sono le favorite degli accattoni e spazzatura»  I 121.

Andreoli: agg. e sost., Gobbo, Scrignuto. D’Ambra: ad. Gobbo, Sgabbato, Gibboso, Scrignuto. Ferrero: manca.

Scatolella/Scatulella “petto” «Così ordiniamo e comandiamo ai due giovanotti che l’arrestarono di stutarlo (ucciderlo) con due pugneture (coltellate) alla scatolella (petto) »  I 88. «Le sentenze capitali si eseguono con i taglienti (coltelli), e i colpi, secondo la gravezza della colpa, possoni essere diretti o a ‘o tammurro (addome) o alla scatulella (petto) e raramente alla mummara (capo)»  U C 27.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca

Schiavuttiello “brunetto” «il colorito della pelle ci ha donato solamente qualche schiavuttiello»  M 183.

Andreoli: sciavetto, etino, olino, Moretto. – ragazzo bruno, brunetto, ed anche Morettino. – Schiavuttiello vuosto, cerimonia, Vostro servitore, servo. D’Ambra riporta schiavottiello: sm. tras. Servitorello. Ferrero: manca.

Sciaccare “colpire” «il che per altro non toglie che parecchi dei componenti della società maggiore non pochi della minore, con una certa soddisfazione, presenziino a queste battagliole ed incoraggiano i nostri scauzuni a sapersi sciaccà»  U C 28.

Andreoli: Fiaccare e più com. Rompere il capo. – Sciaccarse, Rompersi o Fiaccarsi la testa. D’Ambra: v. a. e np. Fiaccare, Rompere la testa per pietre ed altre similio cose lanciate, o per urti e cadute. Ferrero: manca.

Sciame “emigranti” «non appena il zennaiuolo adocchia lo sciame (emigranti)» M 154.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Sciammeria “coito” «Fra i nostri pregiudicati, la classe più abietta è quella che vive alle spalle delle male-femmine, e sono i così detti ricottari o sciammeri» e U C 13.

Andreoli: Giubba, e com. anche Falda in Firenze, dove molti pure la dicono Fracche, ma non è che il frac de’ Francesi. I Pisani la chiamano Faldassatte, Perchè tagliata in forma di sette; i Piemontesi Marsina, che il Fanfani lasciò entrare nel suo Vocabolario senz’alcuna gabella. – scherz. Per coito, sonata, Trombata, Frullata, - Tagliare a sciammeria a uno, dirne male, Tagliargli o Trinciargli la giubba addosso. D’Ambra: sf. Giubba – 2. tras. Gentiluomo – 3. fras. Sciù, sciammeria corta! Motto plebeo d’ingiuria alle civili persone. Ferrero: Coito. Voce napoletana raccolta come gergale, ma in realtà diffusa nel dialetto.

Scippa “ulcera venerea” «Questa specialista divideva i mali venerei e sifilitici in scarfatura (blenorragia), in scippa (ulcera venerea), in ceuze (condilomi) ed in scippa centrelle (ulcera sifilitica) e secondo la diagnosi applicava la terapia»  I 42.

 Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Scippa centrelle “ulcera sifilitica” «Questa specialista divideva i mali venerei e sifilitici in scarfatura (blenorragia), in scippa (ulcera venerea), in ceuze (condilomi) ed in scippa centrelle (ulcera sifilitica) e secondo la diagnosi applicava la terapia»  I 42.

Andreoli: masc., scivolata forte, quasi da strappar le bullette di sotto le scarpe, Sdrucciolone. – figur., Grave malattia, Grosso malanno. – Pigliare nu scippacentrelle, Dare uno sdrucciolone. – figur., Ammalarsi gravemente. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Sciuleppino “P. M.” «mentre azzeccano l’agnome di sciuleppino al P. M. » M 109.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Sciupatella “deperita, seminferma” «Disponibili: due pacchiane maritate da sotto i 30 anni, una cafona di Acerra giovane, ma è un poco sciupatella perché si è figliata agl’Incurabili da 12 giorni » I 41.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Sconciglio “uomo con parecchie deformità” «Ed hanno preso l’agnome di sconcigli coloro che presentano parecchie deformità scheletriche»  M 184.

Andreoli: manca. D’Ambra: sm. conch. Murex trunculus, Turbine, Colcinello – 2. Tras. Gobbo. Ferrero: manca.

Scorza di purtuallo “carta da 50 lire” «Le sfoglie possono essere così distinte

 verdoline – carte da 100 lire

 rossolelle – carte da 100 lire

 scorze di purtualli – carte da 50 lire

 carte di bottiglie – carte da 25 lire

 turchinelle – carte da 10 lire

 musciulelle – carte da 5 lire

 scummazze – carte da 2 lire

 messe – carte da 1 lira»  U C 106.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Scucciato/scucciatiello “calvo” «Per il grado di calvizie, gli scucciati e gli scucciatielli»  M 182.

 Andreoli: Calvo, Pelato. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Scuffia “signora  derubata” «chi è derubato è così denominato: scuffia, se è signora»  M 38.

Andreoli: Cuffia e Scuffia, Berretta. – Scuffia de notte. – Metterse a scuffia, dicesi di chi metta la sua merce o l’opera sua a prezzi maggiori de’soliti, Mettersi sull’alto. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Scugnato “sdentato” « la moglie del Mar.  detto ‘o scugnato»  M 178.

Andreoli: dicesi chi è privo di uno o più denti, Sdentato. – detto di dente, Scheggiato o spezzato. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Scugnizzo «gli scugnizzi destinati a divenire basaiuoli sono di non comune intelligenza»  M 47. «i cocchieri da nolo dettero a detti scugnizzi l’agnome di serpi M 157. Lo scugnizzo d’estate ha per albergo i marciapiedi della pubbliche vie, d’inverno i porticati della stazione centrale, e quelli delle due gallerie, ovvero va a rintanarsi nelle stalle o sotto i fornelli ancora caldi di frittelle e maccheroni»  I 112.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Scuitato “celibe” «Finalmente se il medico dà per spacciato l’infermo e se costui è scuitato (celibe), promette, dopo ottenuta ‘a razia, di sposare una risgraziata (prostituta) »  U C 110.

Andreoli riporta scujetato: senza moglie, Scapolo, e in Firenze più comun. Giovinotto, avesse anche ottant’anni. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Scummazza “carta da 2 lire” «strapparono anche una catenina di scummazza M 39. Le sfoglie possono essere così distinte:

 verdoline – carte da 100 lire

 rossolelle – carte da 100 lire

 scorze di purtualli – carte da 50 lire

 carte di bottiglie – carte da 25 lire

 turchinelle – carte da 10 lire

 musciulelle – carte da 5 lire

 scummazze – carte da 2 lire

 messe – carte da 1 lira»  U C 106.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Secundeglianese “abitante di Secondigliano, quartiere periferico di Napoli” «chiorma d’ ‘o secundeglianese»  M 212;

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Semmana “settimana” M 169.

Andreoli: settimana. – la paga di una settimana di lavoro, Settimana. D’Ambra: sf. Lo stesso che settimana. Periodo di sette giorni, Settimana. Periodo di sette giorni, Settimana, Settenario. No cchiù dormire, bello mascolone; Famme vedè sta faccia de mbreana: C’a dormì sola no nc’ è sfazeone: Trova compagno, e duorme na semmana. Canz. Ant. – 2. tras. La mercede che si dà agli operai la sera del sabato. Ferrero: manca.

Serra serra «Pasquale detto ‘o serra serra»  M 29.

Andreoli: manca. D’Ambra: sm. V. Fuje Fuje. Rivolta, Rumore, tumulto, rissa. Ferrero: manca

Serva “chiave falsa” «L’impronta della cera, a sera fatta, dal capo paranza vien passata al chiavettiere, il quale in poco tempo consegna ‘a serva (chiave falsa)»  M 209.

Andreoli: coll’e stretta, Selva. Coll’e larga, Serva, Fantesca, Domestica, Donna di servizio, e comun. Anche Donna senz’altro. D’Ambra: (e chiusa) pl. Sirve sf. selva. Oh! Sso Barone de la sirve secche. Trinch, fin. Ved. II, 6. Ferrero: manca.

Sfarziglia “coltello” «Le lezioni al coltello, che ha sostituito la sfarziglia, si danno con pezzi di legno (sproccole), che si raccolgono, quasi sempre, sopra luogo»  U C 68.

 Andreoli: specie di coltello a due tagli; Squarcina. D’Ambra: sf. Stile, coltello a doppio taglio. Ferrero: manca.

Sfoglie “carta monetaria” «Nel porto si possono trovare le sfoglie (carte moneterie), le passioni (lettere d’amore), i mustaccioni (cartelle del credito fondario) e le uova able (carte inutili)»  U C 106.

Andreoli: falda sottilissima di checchessi, sfoglia. – di cipolla, Sfoglia; e così d’ogni altra cosa fatta a sfoglie. – agg. di pasta. D’Ambra: sf. Falda sottilissima di legname, di certe sorte di pietre, e di chechesia, Sfoglia, falda. Ferrero: Carte da gioco, biglietti di banca, carta moneta; carta da scrivere; anche scogliose.

Sfregio “taglio” «Ecco intanto le sentenze, che il tribunale dell’umirtà suole emanare nel suo anno giuridico: (…) 8) Fare ‘o sfregio colla purcaria (sterco)»  U C 27.

 Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Sfrenzola “cicatrice” «Totonno Taccariello, che conosceva a fondo ‘o siè Salvatore, mi fè notare una cicatrice che gli ornava la guancia destra e parte del collo. Sta sfrenzola m’ ‘a facette chillo mio signore, e sapite pecchè? Pecchè n’ ‘o salutaje a tiempo!»  I 77. 

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

S. Gennaro “individuo derubato napoletano” «Gl’individui derubati si chiamano pachiochi, se sono stranieri; marti, se sono italiani, ma non appartenenti alla provincia di Napoli, ed in S. Gennari, se sono napoletani»  U C 106.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

S. Giacchino “persona derubata anziana” «La persona derubata può essere na scuffia (vecchia), nu S. Giacchino (vecchio), nu cappelletto (signora), nu pierzeco (signorina), nu chiagnuluso (ragazzo o ragazza), na pacchèra (contadina), nu marro (contadino), na lucerna (prete), nu muto (monaco); nu vavusiello (magistrato); ed infine se del derubato non si conosce la condizione sociale allora vien dai ratti chiamato taccone»  U C 107.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero:manca.

Signo “segno (tatuaggio)” «Di questo deturpamento del corpo o di una parte di esso chiamato dagli etnologi tatuaggio e dai nostri delinquenti, che formano l’anello di congiunzione fra il selvaggio ed il civile, signe (segno) o pugnature (punture) se ne fa menzione in Isaia, in geremia, in Ezechiele e nel Levitico»  M 196.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Smargiasso “millantatore” «Gli smargiassi, guappi del tempo, con l’albernuzzo di teletta sulle spalle, con cosciali di calze di stamma legati con cioffe e sciscioli, col cappello impennacchiato e ricco di passavolanti si pigliavano a braccetto or le donne or gli amici soldati e in comitiva si scantonava laggiù al Crispano, ove tra la verde rete d’un pergolato brillavano fiammelle di lucerne appese e di parettelle»  I 38.

Andreoli: millantatore o bravaccio, smargiasso. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Soggetto “avventore” «e chi si godeva per più volte la stessa donna veniva da questa chiamato soggetto»  I 32

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Soleggiata “casa” «se si tratta di soleggiata (abitazione), si dà il mandato al ganzillo»  M 209;

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Sostenuto “restio” «Da principio questa novella messalina fa un po’ la sostenuta; ma tosto si convince che anch’essa, come le tante altre, ha di bisogno, se vuole menare innanzi quella vita, di due protettori: cioè di un santo e di un amante sparatore»  U C 14.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Sottochiave “carcere” «Il G., accorato per tanto tradimento, si fece tatuare, prima che avesse lasciato il sottochiave (carcere), la seguente epigrafe»  M 199.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Sparatore “colui che spara” «Salvatore Esp. ‘o sparatore»  M 184.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Spassatiempo “semi di zucca alquanto tostati«Donna Peppina fece in sul principio affari d’oro; ma quando al n°65 della stessa Imbrecciata, e propriamente al basso che ora è sottoposto alla nicchia della Madonna delle Grazie, l’ex carabiniere Marenza aprì un nuovo locale e fornì la nuova sala da ballo di un canapè usato, di una sospensione a petrolio e di un buffet ricco di vino vecchio di Marano, di cacio romano e spassatiempi»  I 30n.

Andreoli: modo di passare o (come anche si dice) spassar tempo, Passatempo. – nome collettivo di ceci, nociuole e semi di zucca tostati, che si mangiano per passare il tempo, Trastullino. “ Chi lo vuole il trastullino?” gridano i venditori di tali bricciche in Firenze: dove però giova notare che di discorsi senza conlusione si dice ch’e’ sono “ceci spassatiempo”, per comodità di quelli ch preferissero di chiamarlo Spassatempo. D’Ambra: v. comp. Passatempo – 2. fig. Semi di zucca alquanto tostati. Ferrero: manca.

Spiccioli in carusiello “denaro ricavato dalla camorra” «Il capintrito temporaneo poi lo chiama in disparte e , con tutta lealtà, gli dice se in carcere vi sono spiccioli in carusiello (denaro ricavato dalla camorra), taglienti (coltelli), martini (pugnali), carte di stracolla (carte da gioco), e se fra i detenuti vi è qualche pullaste (cioè qualche prigioniero che ha i mezzi  di fortuna e che non appartiene alla camorra)»  U C 36.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Spoglia-santi “ladro di chiese” «Il ladro di chiese (spoglia-santi), per non commettere peccato e per placare l’ira divina, prima di rubare, deve inginocchiarsi innanzi all’immagine che deve essere rubata»  U C 162.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: Giurati, giudici poplari, nel gergo dei camorristi. Ennesima rivalsa linguistica dei condannati: cfr. anche sonnacchiosi e spettri.

Sproccola “pezzo di legno” «Le lezioni al coltello, che ha sostituito la sfarziglia, si danno con pezzi di legno (sproccole), che si raccolgono, quasi sempre, sopra luogo»  U C 68.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Squarcione “millantatore” «L’associazione dei lenoni napoletani è un avanzo della Sociedad de las Mignattas, che fioriva nel 1450, abbracciando nel suo ampio seno anche la congrega degli squarcion» M 186.

Andreoli: millantatore, Squarcione. D’Ambra: n. part. Millantatore, Spaccone. E tu chi fusse, squarcioncello? Siente. Si te veo cchiù cca nnante, Io cca te nce pasteno. Fer. Ff. Zz. I, 7. Ferrero: manca.

Strafucare “mangiare con avidità” «E il Siciliani a rimproverarlo, a rinfacciargli la carne ed i maccheroni strafucate»  M 176.

Andreoli: trans. Soffocare, Strozzare, Strangolare. – intrans., mangiare avidamente, divorare, Sgrifare Scuffiare, ecc. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Strummolo “trottola” «Si ricorre a ‘o strummolo quando si vuole stabilire chi di una comitiva deve commettere un assassinio»  U C 162.

Andreoli: manca. D’Ambra: sm.  pl. fem. Òmmola co lo pizzo, trottola – 2. A la romana. Paleo, fattore, Stornello – 3. fras. A spaccastromola m. avv. A casaccio, A quel che viene viene. Vierze che songo fatte a spaccastrommola. Cap. Son. 56. – 4 – Ditt. S’e aunito lo strummolo a tiritèppete, e la funicella corta. Si è unito un cativo artefice, e un peggior pagatore – 5. La fossetella che fa lo strummolo. Buttero. Ferrero: manca.

Stutare  “uccidere” «Tutti i ragazzi non debbono, soto pena di essere stutati, rivelare a nessuno ciò che hanno visto ed imparato nella scuola delle della Santa Croce M 32. Il frieno (statuto), Signor Superiore e cari compagni, se non mi sbaglio, parla chiaro: esso dice: Chi stuta (uccide) un Superiore deve essere stutato (ucciso)»  I 85.

Andreoli: Spegnere e Spengere, Ammorzare e Smorzare, Estinguere. – Stutare a sete, Estinguerla, Spegnerla, e più comunemente Cavarla. – Stutare na lampa. Ved. In LAMPA. – Stutare uno, figurat. Per  ammazzarlo, Freddarlo; Finirlo, Ed anche Spegnerlo, ma è più della  poesia. Dicesi anche com. Ripiegare uno. D’Ambra: (gr.στυθω) vn. Smorzare, Spegnere, Spengere, Estinguere, - 2. fras. Stutare la sete. Cavar la sete – 3. Stutare lo fuoco. Ammorzare il fuoco -4. attiv. Ammazzare, Uccidere – 5. Fras. Stutare lo locigno. Tacere. Ferrero: manca.

Suricio “guardia di questura” «i quali hanno la prerogativa di conoscere uno per uno tanto i gatti (delegati), quanto i surici (guardie di questura)»  U C 113.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

 
[
T]

Tacchetto
“moneta da 10 centesimi” «Dal taccuino di D. Teodoro De L., abile e fortunato scambiente, copiai: Dare a Don Raffaele lire quattro per tacchetti» M 57.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Taccone “derubato di cui non si conosce la provenienza sociale” «La persona derubata può essere na scuffia (vecchia), nu S. Giacchino (vecchio), nu cappelletto (signora), nu pierzeco (signorina), nu chiagnuluso (ragazzo o ragazza), na pacchèra (contadina), nu marro (contadino), na lucerna (prete), nu muto (monaco); nu vavusiello (magistrato); ed infine se del derubato non si conosce la condizione sociale allora vien dai ratti chiamato taccone»  U C 107.

Andreoli: pezzo di suolo che si appicca alle scarpe rotte, Taccone. –  pezzuolo di cuoio con cui si usava sonar la tiorba, Taccone. D’Ambra: sm. Tacco rattacconato – 2. Pezzo di suola con che si usava suonare l’istrumento a corda, detto Tiorba. V. q. v. Ferrero: manca.

Tagliata ‘e faccia “taglio facciale” «Un’altra usanza della società dell’umirtà, e che ebbe l’onore di essere discussa nel primo congresso di Antropologia Criminale, è ‘o sfregio, che vanta tra i suoi sinonimi tagliata ‘e faccia e ‘ntaccata ‘e mpigna. Questo deturpamento permanente del viso si suddivide in sfregio d’ammore e di cumanno. Per il modo come viene eseguito, dicesi a scippo, a sbarzo e a caca-faccia»  U C 131.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Tagliente “coltello” «Le sentenze capitali si eseguono con i taglienti (coltelli), e i colpi, secondo la gravezza della colpa, possoni essere diretti o a ‘o tammurro (addome) o alla scatulella (petto) e raramente alla mummara (capo)»  U C 27.

Andreoli: tagliente. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Tagliola “casa” «Ordinariamente si esce pel bosco quattro volte al giorno e non bisogna far ritorno alla tagliola (casa) se non sazii (cioè con denaro rubato)»  U C 107.

Andreoli: ordigno di ferro con cui si pigliano alcuni animali, Tagliuola. – Purtare uno a la tagliola far con inganno che uno capiti male, menarlo alla schiaccia, alla mazza, al macello. D’Ambra: sf. Tagliuola, schiaccia. Ferrero: manca.

Tammurro “addome” «Le sentenze capitali si eseguono con i taglienti (coltelli), e i colpi, secondo la gravezza della colpa, possoni essere diretti o a ‘o tammurro (addome) o alla scatulella (petto) e raramente alla mummara (capo)»  U C 27.

Andreoli: strumento militare, Tamburo. – strumento donnesco, Cembalo e Cembolo. – il soldato che batte il tamburo, Tamburino. – parte delle cupole di chiesa, Tamburo. – parte del castello dell’orologio, tamburo. – costruzione di legname con uno o più usci, che si appoggia internamente alle porte delle chiese, Bussola. – Punto a tammurro, Punto a tamburo. D’Ambra: sm. Tamburo – 2. Tamburino – 3. Capo tammurro. Caporale de’tamburrini – 4. Quello usato dalle donne, Cembalo, Tamburello – 5. Arch. Tammurro de la cchesia. Bussola – 6. De la casa. Assito, tramezzo. N. met. Del tamburo militare le due pelli diconsi, quella di sopra, pelle battitoja; l’altra di sotto, pelle bordoniera: tra l’una e l’altra gira la cassa: La mmazzarelle diconsi Bacchette. Di quello usato dalle donne li scisciole chiamansi Girelline, e le campanelle, Sonaglini. Ferrero: manca.

Tangenda “tangente” «Oggi anche, dopo due secoli da che fu istituita la camorra, le tangende si seguitano ad esigere dai figli dell’umirtà»  U C 13.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Tarantella “ballo” «La tarantella è un ballo erotico, che si richiama il ricordo delle orgie di alcuni popoli selvaggi»  I 99.

Andreoli: ballo popolare, Tarantella. Si vuole sia detto dal furioso ballar degli attarantati o tarantolati, cioè morsi dalla tarantol, detta pure tarantella. – sonata sulla quale si balla, Tarantella. – canzone fatta per accompagnare questo ballo, Tarantella. D’Ambra: sf. tarantella, sorta di ballo popolare nostrale, N. fil. Questo notissimo voc. Non è che nome diminutivo e vezzeg. Di taranta e Tarantola, voci pugliesi, con che in lecce chiamano uno speciale ragno del gen. Aracnea di Lin. Narrarono gli antichi, e tutti di poi accettarono la tradizione, che chi veniva morsicato da quel ragno, era preso da una maniera d’irritazione a’nervi el moto, che l’obbligavano a saltellare, ed a girare in tondo, ed in largo; non altrimenti che gli antichi medesimi dissero dell’artetica, artritide, o ballo di s. giovanni, o di s. Vito, come fu detto in diverse contrade di Europa. Dalle due oci pugliesi i nostri fecero Tarantera, Ntantaràntera e Tarantella, riportandone il significato or a quella pecie di balletto erotio che tutti sanno, ora al suono con che esso era accompagnato su i cembali (tammurro) forniti di girelline, ed ora finalmente al ragno, cagione de’moti nervosi. Ferrero: manca.

Tarpa “talpa” «Se, invece, il lavoro deve eseguirsi dalla casa d’ ‘e zoccole (fognature), allora ‘a tarpa (il più esperto del sottosuolo) si occupa dell’assaggio della muraglia, mediante ‘a corona, ‘e Criste (trapano) »  M 209;

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Tavuto “bara” «Sia adopera anche da detta paranza tavuto per balice»  M 38.

Andreoli: cassa in cui si chiude il cadavere da seppellire, Cassa da morto, Cassa mortuaria. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Tiorba a taccone “colascione che si suona con un pezzo di suola” «E Muchio, che sonava così bene la cetola come la tiorba a  taccone»  I 37.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Tirata ‘o rasulo “duello di camorra” «Nella camorra le esercitazioni alle armi si fanno sempre all’aria libera e i luoghi prescelti variano secondo le armi preferite dagli schermitori: così oggigiorno, per la petrejata il luogo prediletto è la spiaggia della Marinella; per la zumpata e la tirata ‘o rasulo si preferisce la via vacchia ‘e Pocereale e per la sparata si danno, i nostri malandrini, l’appuntamento a ‘o Pasconciello»  U C 27.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Tommola “tombola” «Per tombola s’intende quel gioco che si fa con cartelle portanti una data quantità di numeri dall’uno al novanta e nel quale vince la cartella in cui nell’estrarsi i numeri siasi verificata prima la stabilita combinazione»  I 34.

Andreoli riporta tommula: gioco che si fa con cartelle segnate di numeri, Tombola. D’Ambra: sf. Tomba – 2. Tombola. V. Tummolo. Ferrero: manca.

Torniello “ballo in giro, tour  de femmes” «Quelle povere Carmencite, nella taverna del Crispano, esercitata da un allegro Mastro Donato, ballavano la ‘nterzata, o la ceccona o lo torniello»  I 38.

Andreoli: manca. D’Ambra: sm. Capannello, Cerchiolino. Ferrero: manca.

Trabucco “fossa preparata nel pavimento” «Se invece trattasi di monete di metallo, questa, una al punzone, vengono gettate nel trabucco»  M 56.

Andreoli riporta trabbucco: congegno da precipitare chi ci passi sopra, Trabocchetto, ello. – sorta di gabbia a scatto, da prendere uccelli o altri piccoli animali, Trabocchetto, ello. D’Ambra: sm. Ordigno con sportello a scappatoia per prendere ratti, sorci, uccelli e simili. Trabocchello, Trappola a ribalta. No trabucco sparaje pe pigliare na quaglia o ma zenzella, e dinto nce trovaje, Non saccio comme fu, na zoccolella. R. Morm. 70 – 2. Camera sotterranea dove si precipita da una botola, Trabochetto. Ferrero: manca.

Tracchiuso “persona con cicatrici al collo” «Le cicatrici al collo ci hanno donato i tracchiuse»  M 184.

Andreoli: Gongoso, e sost. Gongone e Gonga; es. Nun u voglio chillo tracchiuso, Non lo voglio quel gonga. D’Ambra: osa add. Che ha cicatrici scrofolose al collo. Frinzellato. Ferrero: manca.

Trombetta “spia” «di qui la classifica dei Caicchi in Collaiuoli, Trombette e Guardaspalle»  M 205.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: Spia, delatore; anche tromba. E’immagine comune a molte regioni.

Turchinella “carta da 10 lire” «Le sfoglie possono essere così distinte:

 verdoline – carte da 100 lire

 rossolelle – carte da 100 lire

 scorze di purtualli – carte da 50 lire

 carte di bottiglie – carte da 25 lire

 turchinelle – carte da 10 lire

 musciulelle – carte da 5 lire

 scummazze – carte da 2 lire

 messe – carte da 1 lira»  U C 106.

Andreoli: pietra preziosa, turchina. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Turnesiello c’ ‘o ‘nteresse “usura” «sono quelle sante e caritatevoli donne che dànno  ‘o turnesiello c’ ‘o ‘nteresse (usuraie)»  U C 166

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.


[U]

Ucchizzulli
“occhi piccoli” «per la varietà degli occhi abbiamo conosciuti parecchi ucchizzulli » M 182.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Uocchi’ ‘e cocola “occhi grandi” «per la varietà degli occhi abbiamo conosciuti tre uocchi’ ‘e cocola M 182.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Uocchie ‘ntaverna “occhi affossati” «un uoccchie ‘ntaverna»  M 182.

 Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca

Uocchie sgargiati  “occhi scervellati” «uocchie sgargiati»  M 182.

 Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Uocchie stuorte “occhi affetti da strabismo” «degli uocchie stuorte»  M 182.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Uocchi’ ‘e vuoie “occhi sporgenti” «due uocchi’ ‘e vuoie M 182.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Uova able “carte inutili” «Nel porto si possono trovare le sfoglie (carte moneterie), le passioni (lettere d’amore), i mustaccioni (cartelle del credito fondario) e le uova able (carte inutili)»  U C 106;

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

 
[
V]

Vasetto
“pederasta passivo” «Accanto ai martiri della lussuria troviamo i pederasti passivi di professione, distinti nella mala vita coi nomignoli di ricchioni, femminelle o vasetti e chiamati dal Brouardel delinquenti nati semifemmine»  I 45 «Giunti che sono i vasetti alla prima alba della pubertà, sentono il bisogno di essere … goduti, e, trovato che hanno l’Ommo ‘e merda (pederasta attivo), l’amano, come ben si espresse il Mantegazza, con una passione vera, ardente, che ha tutte le esigenze, tutte le gelosie di un amore vero»  I 46.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: “Pederasta passivo di professione”, nella Napoli di fine-secolo (DE BLASIO); che riceve, che accoglie con la passività di un contenitore.

Vavusiello “magistrato” «La persona derubata può essere na scuffia (vecchia), nu S. Giacchino (vecchio), nu cappelletto (signora), nu pierzeco (signorina), nu chiagnuluso (ragazzo o ragazza), na pacchèra (contadina), nu marro (contadino), na lucerna (prete), nu muto (monaco); nu vavusiello (magistrato); ed infine se del derubato non si conosce la condizione sociale allora vien dai ratti chiamato taccone»  U C 107;

Andreoli: vavuso, bavoso. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Verdolina “carta da 100 lire” «Le sfoglie possono essere così distinte:

 verdoline – carte da 100 lire

 rossolelle – carte da 100 lire

 scorze di purtualli – carte da 50 lire

 carte di bottiglie – carte da 25 lire

 turchinelle – carte da 10 lire

 musciulelle – carte da 5 lire

 scummazze – carte da 2 lire

 messe – carte da 1 lira»  U C 106.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Verticillo “anello” «L’anello (dicesi) ‘o verticillo»  M 120.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Vocch’ ‘e sguesse “bazza” «le cicatrici al collo ci hanno donato i tracchiuse; la bazza le vocch’ ‘e sguesse»  M 184.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Voccola “donna che ha procreato” ‹Siccome all’epoca del colera (1884) ci fu fra le comari un tentativo di sciopero, così fra queste, le mezzane ed i lenoni fu stipulato che, quando queste ultime ricevevano una pollanca (giovane vergine), dovevano issofatto dare alle comari lire 10; per una gallinella (disgraziata) la promessa fu di 7 lire e per una giovane voccola (donna che ha procreato) la cifra venne limitata a lire 5 soltanto›U C 91 – 92. Andreoli riporta voccula: chioccia. – scherz. Di donna molto feconda, Gallina. D’Ambra: sf. Chiocci. Cienzo, tu scacatie comm’a na voccola. Cap. Sen. 229 – 2. fras. Donna che ha partorito molti figli. Gallina vecchia. Mperò tu, che si boccola, Sempe vaje pezze canno la pollanca. Sadd. Mar. Ch. II. Ferrero: manca.

Vreccia “pietra” «Oggi, però, mancando per le vie il materiale da guerra, si danno le due squadriglie l’appuntamento alla Marinella, dove il rifiuto del risanamento fornisce a dovizia scarde  e vrecce»  U C 31.

Andreoli: sorta di pietra, e frammento d’essa, Breccia. – sassuolo di fiume o di mare, Ciottolo, detto anche Frombola e Pillora. – Tuosto comm’ a na vreccia. Duro come selce, come un macigno. D’Ambra: sf. Ciottolo, Sasso, Pietra rotolata da’torrenti. Auh zitto! Isso  mme dice, o con a vreccia Mo te sfracasso nfede mia la coccia. Maj. Ver. it. 26. – 2. Pietra vulcanica di che sono smaltate le vie di Napoli, consumate dall’uso. Siente, dire se sole, Ca la vrecia da l’acqua spisso nfosa, A la ine s’ammolla a se spertosa. Ros. Pip. I, 1. Ferrero: manca.
Vurzella “borsetta” «Per la tommola oltre ‘o bancariello, ‘o panno e ‘a vurzella coi numeri, sono necessari anche i compari ed i pali»  U C 81.

Andreoli: Borsetta. – sorta di borsellino con entrovi reliquie o preci, che si mette al collo per lo più de’bambini, Breve e brevino. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Vuto “voto” Il voto è l’obbligazione che il camorrista assume presso uno o più beati dei cieli, se, mediante l’intercessione di essi, viene liberato da Dio da qualche affrizione U C 108.

Andreoli: manca. D’Ambra: sm. Voto, ed oggetto qualunque votivo. Mme creo ch’Attorro fece carche buto, ca maje n’avette simmele paura. Cap. Iliad. VII, 54. – 2. fras., Potèresse appennere pe buto. Aver evitatoun gran pericolo. Ferrero: manca.


[Z]

Zamasco
“chi crede alle simulazioni” «Mentre alcuni si scambiano delle idee intorno al modo di truccarsi e farsi così beffe dei zamaschi»  M 95.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Zavorra “moneta adulterata” «domanda ad essi se avessero bisogno di altra zavorra (moneta adulterata) »  M 57.

Andreoli: vedi savorra: zavorra e savorra. – Savorra term. Di muratori. Ved. in CIAVARIELLO D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Zelluso “calvo” «Pasquale ‘O zelluso»  M 37. «a paranzella d’ ‘o zelluso»  M 211.

Andreoli: Tignoso. – detto altrui per disprezzo, Tignoso. – Levare a coppula a u zelluso, manifestare l’altrui vizio o difetto, levare il cappello a Scoprire il capo al tignoso; D’Ambra: add. Tignoso. – 2. fras. Levare la coppola a lo zelluso. Scoprire le imperfezioni naturali. Levà la coppola a lo zelluso non fu maje bona cosa. Vott. Sp. cev. 40 – 3. tras. fem. Voce d’ingiuria a donne, come vituperosa, ribalda. Vile. Ah! Zelluso mmardette che mettite Co no chiantillo ll’uommene a la corda. Lomb. Ciuc. XIV, 43. Ferrero: manca.

Zennaiuolo “ammiccatore” «I comuni dizionarii non registrano la voce zennaiuoli» M 153.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

 Zennare “ammiccare” «però posso assicurare in buona coscienza i nostri lettori che zennare è sinonimo di ammiccare»  M 153.

Andreoli: accennare. D’Ambra: v. a. Accennare, Far cenni, Ammiccare. Vecco che Titta scotola a sbenteja lo moccaturo, e zenna a Preziosa. C. Morm. Nntrez. Ferrero: manca.

Zitella “vergine” «Lo scandalo però continuò perché nel dì 11 marzo 1872 troviamo un’altra reclamante: era una vedova, la quale faceva conoscere al Questore che, per mancanza di mezzi, era stata costretta a prendersi in fitto una casa al vico S. M. la Fede prospiciente con i balconi rimpetto al caffè di D. Peppina e, perché aveva due figlie  zitelle (vergini), non poteva tollerare ciò che contro la morale si commetteva in quel ritrovo»  I 31.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

Zoccola “ladro specialista nei furti di mare, prostituta di infimo ordine” «dissipato l’equivoco, diciamo subito che le zoccole costituiscono nel nostro caso ciò che i pirati sono per altre acque; cioè una combriccola di ladri resisi specialisti per i furti di mare»  M 114. «Gli onori di casa ci furono fatti da una vecchia zoccola che se ne stava infossata in una specie di sedia da barbiere » I 105.

Andreoli riporta zoccula: topo di fogna, a Fir. Comun. Detto Talpa. – Zoccula de Mavazzeno, si dice a persona astutissima, Volpe vecchia. – Fare a morte d’ a zoccula, restare schiacciato, Rimanere alla schiaccia. D’Ambra: sf. zool. mus decumanus, tectorum, Rattus. Ratto. Le zzoccole ch’aveano pazzejate Mmiezo a la chiaza, abbascio a le ccantine S’erano ncaforchiate. Lomb.Ciuc. X, I. – 2. fras. Fare la morte de la zoccola. Rimanere schiacciato. Pe mme quanno chill’àarvolo Che mme facev fa la morte de la zoccola. Jette n’onza cchiù llà. Quatt. Od. Araz. 275. Ferrero: Prostituta. Spregiativo diffuso in tutte le regioni, e specialmente in quelle meridionali, e da tempo entrato nel parlar basso. Propriamente il napoletano zòccula vale “topo di fogna”, il Mus Decumanus.

Zumpata “duello della camorra” «Nelle prime ore della sera lo trovi o nel teatro della Stella Cerere a parteggiare per questo o quell’altro personaggio di legno lanciando proiettili vegetali a Gano di Maganza e grida di allegrezza a Ruggero e a Rinaldo o a rumoreggiare nel lubbione del San Ferdinndo specie quando dagli attori non si imita bene la zumpata»  I 111n. «Nella camorra le esercitazioni alle armi si fanno sempre all’aria libera e i luoghi prescelti variano secondo le armi preferite dagli schermitori: così oggigiorno, per la petrejata il luogo prediletto è la spiaggia della Marinella; per la zumpata e la tirata ‘o rasulo si preferisce la via vacchia ‘e Pocereale e per la sparata si danno, i nostri malandrini, l’appuntamento a ‘o Pasconciello» U C 27.

Andreoli: manca. D’Ambra: manca. Ferrero: manca.

 



[1]
 A. DE BLASIO, Usi e costumi dei camorristi Napoli, M. Gambardella, 1897, poi  Edizioni Pierro, 1897; una ristampa recente in Napoli, Ed.  del Delfino, 1973.

[2] A. DE BLASIO, Nel paese della camorra: L’imbrecciata, con prefazione di G. SERGI, Napoli, a spese dell’autore, Stamperie del Delfino, 1901.

[3]  A. DE BLASIO, La malavita a Napoli tra Otto e Novecento, Napoli, Priore, 1905; una ristampa recente in Napoli, Stamperia del Valentino, 2007.

[4] R. ANDEROLI, Vocabolario napoletano- italiano compilato da Raffaele Andreoli. Torino, Roma, Milano, Firenze,  G. B. Paravia, 1887.

[5] R. D’AMBRA, Vocabolario napolitano - toscano domestico di arti e mestieri del prof. R. D’Ambra da Napoli. Napoli, a spese dell’autore, 1873.

[6] E. FERRERO, Dizionario storico dei gerghi italiani, dal quattrocento ad oggi, Milano, Mondadori, 1991.

[7] De Blasio, A.: Nel paese della camorra: l’Imbrecciata, nota p. 38. Napoli, Edizioni del Delfino, 1901.