Giuseppe Misso


Detto Peppe ‘o nasone, Giuseppe Misso è il boss della Sanità, quartiere nel centro storico di Napoli.

Nato nel 1947, mosse i suoi primi passi nel mondo criminale nel campo dei furti e delle rapine, consumate con il suo amico d’infanzia Luigi Giuliano, dell’omonimo e fortissimo clan di Forcella. Finito presto in carcere, Misso ne uscì quando il territorio napoletano era teatro di scontro tra la Nuova camorra organizzata di Cutolo e la Nuova Famiglia.

Aperto un negozio di abbigliamento in via Duomo, finì subito nelle maglie del racket del clan Giuliano, dominante nella zona. Misso si oppose al suo amico di infanzia. Fu l’inizio di  una guerra feroce tra i due. Sanità e Forcella, quartieri limitrofi del centro storico di Napoli, hanno prodotto due storiche famiglie, Misso e Giuliano. Potenti e vicinissime.

La storia di ‘o nasone si incrocia con una triste pagine dello stragismo italiano. Nel 1985 sul rapido Napoli-Milano una bomba uccise 17 persone. Misso, considerato coinvolto nell’attentato, viene condannato all’ergastolo in primo grado, verrà poi assolto in secondo grado e in Cassazione. Ma il giorno dell’assoluzione non sarà momento di festeggiare. Proprio di ritorno dall’udienza, in un agguato viene uccisa sua moglie. L’assassinio viene messo in relazione con lo scontro interno alla Sanità dove l’Alleanza di Secondigliano provava a estendere i suoi tentacoli. Lo scontro sarà piuttosto lungo e vedrà numerosi morti.

Alla apparente vita ritirata e ormai lontana dalle scene della mala vita di Misso che, uscito l’ultima volta dal carcere, si iscrive alla Camera di Commercio per riprendere il suo vecchio lavoro di commerciante di abbigliamento, fanno fronte le relazioni investigative dell’Antimafia che nel 2006 e 2007 lo considerano ancora un capoclan alla guida di una delle più potenti famiglie della camorra cittadina.