Il commissariamento di Napoli


Sull'aprirsi del Novecento, la città di Napoli fu interessata da un grande scandalo - una sorta di tangentopoli ante litteram - che condusse al commissariamento della città.

Ma come maturò la situazione che aprì l'infelice storia dei commissariamenti dell'amministrazione cittadina?
Non sono da sottovalutare le contingenze storiche post unitarie che condussero fino all'
Inchiesta Saredo. Napoli era una città in cerca di un riposizionamento, perso il ruolo di capitale aspirava una nuova identità. Sul territorio urbano si faceva sempre più accesa la lotta per il controllo del Comune e per la conquista di seggi in Parlamento.


Intanto, nel 1884, Napoli fu sconvolta da una gravissima epidemia di colera che fece contare più di 6800 morti solo in città. Fu questa l’occasione in cui, per la prima volta, si cominciò a parlare di un intervento straordinario per Napoli: nel 1885 venne approvata la prima legge speciale per Napoli che prevedeva fondi per lavori di ristrutturazione e ammodernamento della città.

La società del Risanamento
si aggiudicò i lavori. Ma la gestione dei finanziamenti destò subito sospetti: già cinque anni dopo furono disposte due inchieste amministrative sulle case popolari e sulle opere del Risanamento.
Un clima di sospetto che si tradusse nel primo commissariamento del comune di Napoli che, sciolto nel 1891, fu affidato al commissario regio Giuseppe Saredo.

C’erano già tutte le premesse per un terremoto della vita cittadina che culminerà sotto l’inchiesta dello stesso Saredo per i rapporti tra camorra e amministrazione.