L'omicidio Notarbartolo PDF Stampa E-mail
di Antonella Migliaccio   
Domenica 22 Novembre 2009 10:03


Il delitto Notarbartolo fu il primo delitto eccellente di mafia
. Il primo febbraio del 1893 sul treno Termini-Palermo si consumò l’assassinio che l’opinione pubblica non tardò a bollare come di mafia. 
Emanuele Notarbatolo, ex direttore generale del Banco di Sicilia morì accoltellato e i sospetti caddero subito su un deputato della Destra storica, Raffaele Palizzolo, come mandante dell’omicidio. Lo scenario in cui va inquadrato l’omicidio è quello dei complicati networks che fanno incrociare cosche, politica centrale, alta finanza e interessi delle più potenti lobbies cittadine palermitane.


Il caso scosse l’opinione pubblica italiana. Per la prima volta, ci si trovò a fare i conti col fenomeno mafioso che, rotti confini insulari, invase le aule dei tribunali di Milano, Bologna e Firenze, irrompendo nello scenario nazionale.

Venne allo scoperto un fenomeno mafioso che si muoveva tra affarismo, mafia, politica e questione bancaria e che lo proiettava da una dimensione atavica e arretrata a un contesto che aveva a che fare con la modernità.

Il caso Notarbartolo incrociò, inoltre, un’importante inchiesta realizzata tra il 1898 e il 1900 dal questore di Palermo Ermanno Sangiorgi, documento rivelatore della struttura associativa delle cosche mafiose di fine Ottocento. I documenti raccolti disegnarono la mappa delle cosche (o nasse), la loro struttura organizzativa, i gradi.

La mafia emerse come organizzazione federata attiva nell’agro palermitano, composta da un insieme di cosche distinte per competenza territoriale ma coordinate da una conferenza di capi e da un «capo supremo», segno di continuità associativa nella zona delle borgate palermitane con la mafia novecentesca.

Oltre al processo Notarbartolo, un’altra inchiesta veniva condotta a Palermo, parallelamente, sul piano amministrativo, nominata dal governo Saracco (come l’
Inchiesta Saredo) per la moralizzazione del municipio. Si tratta dell’Inchiesta Schanzer che indagava sulla Sicilia degli anni Novanta e sui rapporti clientelari dell’on. Palizzolo venuti fuori nel corso del processo Notarbartolo.
L’inchiesta rivelò un forte uso di clientele, come nella situazione napoletana, ma un intreccio tra mafia e politica più stretto e provato.

Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Aprile 2011 10:52